Don Claudio si offre di celebrare i funerali di Luca Tisi: «La “sua” comunità lo aspetta per l’ultimo saluto nella chiesa del quartiere»
UDINE. Si è proposto di celebrare i funerali di Luca Tisi. E di salutarlo per un’ultima volta nella chiesa del quartiere, in mezzo alla “sua” comunità.
Don Claudio Como, sacerdote della parrocchia di San Quirino, in via Gemona a Udine, si è fatto portavoce di un quartiere ancora profondamente scosso per l’omicidio del 58enne nella galleria tra via San Daniele e viale Volontari della Libertà e rimasto attonito quando si è appreso che l’indagato per l’assassinio risiedeva nella stessa zona, al civico 16 di via Tiberio Deciani.
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«Mi sono subito proposto – riferisce don Claudio – di celebrare i funerali di Luca, ovviamente nel rispetto di quelle che saranno le volontà dei familiari con cui spero di potermi mettere in contatto. Luca l’avevo incrociato più volte, a piedi, mentre passeggiava con la sua valigia. Il ragazzo indagato invece no, non mi era mai capitato di incontrarlo. È una comunità sicuramente provata per quanto è accaduto, una comunità che si interroga. Si vuole in questo modo dare un segnale di vicinanza e di presenza».
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Il fratello di Luca, Aldo, che lavora come avvocato a Grosseto, non se la sente ancora di parlare. «Siamo devastati – dice rispondendo al telefono –. Non riusciamo a dire nulla, davvero siamo distrutti per questo enorme tragedia».
Intanto nel tabacchino della galleria, dove il 58enne è stato ucciso all’alba di sabato 15 aprile, prosegue la raccolta delle offerte per l’organizzazione dei funerali. In una cassetta con scritto sopra “Per Luca” si continuano a raccogliere i fondi che saranno poi destinati alla chiesa o, in alternativa, alla Caritas e alla Croce Rossa per le persone senza fissa dimora che si trovano in strada.
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Al momento, come riferiscono i promotori di questa colletta, «cercheremo di capire quale sia la strada più giusta da percorrere, anche in base a quelle che saranno le volontà della famiglia. È un modo per fare qualcosa di concreto ricordando Luca».
C’è anche chi ha proposto di organizzare una fiaccolata in memoria del clochard e chi di apporre una targhetta in suo ricordo nel luogo dove lui ogni notte, da quattro anni, dormiva e dove è stato ucciso.
Quel luogo in cui ogni giorno da quel maledetto sabato mattina, quando gli è stata tolta la vita, i residenti del quartiere continuano a portare fiori, lumini, biglietti e disegni. —