Il settore legno si ferma: adesioni fino all’80%, migliaia in corteo a Rho
«Lo sciopero è riuscito: abbiamo registrato una media di adesioni del 50% con punte dell’80 e si tratta di un settore, quello del legno-arredo, dove non si faceva mai sciopero». La soddisfazione del segretario generale della Fillea Cgil di Mantova, Claudio Pasolini, arriva al termine di una lunga giornata che lo ha visto raggiungere, con i tre pullman organizzati insieme agli altri sindacati, la Fiera del Mobile a Rho con una folla di 150 delegati delle fabbriche mantovane per partecipare alla manifestazione nazionale per salari e contratto indetta dopo la rottura delle trattative con Federlegno.
Presente alla protesta, insieme all’intera segreteria della Fillea, il segretario confederale Mauro Mantovanelli: «La Cgil sostiene con forza lo sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori del settore legno e arredo, proclamato unitariamente da Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil per l’intera giornata – ha dichiarato – il comportamento di Federlegno è inaccettabile e se dovesse passare questa forzatura contrattuale ai danni delle lavoratrici e lavoratori si determinerebbe un precedente pericoloso. Sia chiaro a tutti: gli accordi e i contratti firmati vanno rispettati, quelli scaduti rinnovati, gli utili realizzati dalle imprese redistribuiti. Per questo anche il tema dei salari sarà al centro delle tre manifestazioni unitarie di Cgil Cisl e Uil proclamate per il mese di maggio».
La protesta di lavoratrici e lavoratori del legno e arredo è arrivata fino ai cancelli del Salone del Mobile di Milano, con migliaia di addetti arrivati da tutta la Lombardia, e anche da Piemonte, Valle D’Aosta e Toscana hanno sfilato in corteo attorno alla Fiera di Rho con interventi da parte dei delegati e le conclusioni a nome unitario per Feneal Filca e Fillea del segretario generale nazionale Vito Panzarella. Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil sono in lotta dopo il rifiuto di Federlegno di confrontarsi sulla piattaforma sindacale per il rinnovo del contratto, scaduto lo scorso dicembre.
«A fronte di aumenti di 135,45 euro al mese dal gennaio 2023 – si legge in una nota unitaria – Federlegno ha proposto aumenti di soli 63,83 euro al mese chiedendo la modifica dell’attuale modello contrattuale. Tutto questo mentre un lavoratore del legno percepisce una busta paga di 1.300 euro medi, stipendio che non basta più per vivere». E intanto «il settore nel 2021 è cresciuto del 25,5% e nel 2022 del 12,6%».