Aule, sala convegni e luogo per mostre: fondazione De Conz come polo culturale
La vecchia stalla e l’annesso fienile che si trasformano in due nuove aule e una sala da 100 posti, completamente attrezzate per incontri e convegni. Così la Fondazione Lucia De Conz prosegue nella sua attività, si rinnova e si ammoderna per offrire al territorio di San Gregorio nelle Alpi un polo attrattivo per la cultura.
Domani alle 16.30 l’inaugurazione dei nuovi spazi insieme a quella della mostra delle opere del pittore Francesco Santosuosso, «un artista internazionale che ben si collega alla tradizione pittorica novecentesca bellunese che, a partire da Luigi Cima e attraverso Pio Solero e Toni Piccolotto, aveva messo al centro delle sperimentazioni artistiche gli scenografici panorami della vallata bellunese e delle sue cime». Così il presidente della Fondazione, Enrico Colle, che è anche direttore del Museo Stibbert di Firenze, presenta l’allestimento che durerà un mese.
La nascita della Fondazione
De Conz volle così mettere a disposizione la casa paterna, gli annessi agricoli e l’ampio parco che li circonda per far scoprire la bellezza di questo piccolo borgo a tutti quei viaggiatori amanti delle Dolomiti e della storia di un territorio ricco di opere d’arte e cultura quale è la Valbelluna. «Il filò del pensiero. Io lo chiamo così», ci disse all’epoca Carlo De Conz, «il luogo dove ho voluto far nascere la Fondazione dedicata a mia madre, Lucia De Conz. Un ambiente adatto, per quiete ed aria pura, a fornire alloggio proprio a gruppi di studiosi e studenti che vogliano applicarsi in ricerche specifiche, in un’atmosfera silenziosa ed accogliente».
Carlo De Conz aveva una venerazione per la madre Lucia, di cui diceva che «aveva rappresentato un ricco ed umile esempio di virtù. Non concepiva la vita come una conquista di soddisfazioni materiali: non pensava mai a se stessa ed era aliena da interessi economici. Si accontentava di poco ed era frugale».
Un esempio, insomma, per un figlio che poi nella sua vita aveva fatto il globe trotter, aveva viaggiato e lavorato in tutti i continenti e, rientrato in Italia, aveva pensato di onorare il ricordo della madre con una struttura da mettere al servizio del territorio e che fosse utile a far crescere le menti, ad unire i mondi, a scaldare i cuori.
Gli obiettivi
La Fondazione oggi, in continuità con i desideri del suo fondatore, cura il patrimonio immobiliare, così da offrire sempre nuovi spazi per le molteplici attività, sia culturali che naturalistiche, con l’obiettivo di porre l’accento sull’esperienza emozionale di chi vi soggiorna. Alla recente costruzione dell’edificio dedicato al doposcuola per i bambini delle classi elementari del paese, oggi si aggiungono dunque due aule e una sala polifunzionale ricavate da quelli che erano gli ambienti già destinati all’allevamento del bestiame e alla conservazione dei foraggi, luoghi ora a disposizione di scuole, aziende e associazioni che cercano locali confortevoli e dotati di tutte le tecnologie adatte ad effettuare corsi, workshop ed eventi.
«La Fondazione, oltre a mettere a disposizione le camere per il pernottamento e un servizio di mensa, organizza infatti», prosegue Colle, «laboratori e cicli di lezioni che vogliono stimolare la creatività dei partecipanti grazie ad insegnanti che, con maestria e passione, riescono sempre a coinvolgere ed appassionare. A questo proposito meritano ricordare le collaborazioni con il Chamber Music Dolomiti e l’University of Miami».
L’ambizione di coltivare un respiro internazionale, dunque, non manca; ed è stata avviata anche un’interessante collaborazione con l’Associazione Bellunesi nel mondo, con cui la Fondazione condivide il recupero delle radici. A chi rivolgete la vostra proposta? «Ad associazioni che hanno bisogno di una sede adeguata per corsi residenziali; e ad Università, alle quali in ogni stagione possiamo offrire una sorta di campus; ma anche a quei pensatori, artisti, musicisti (e non sono pochi) che cercano luoghi insoliti per raccogliersi e creare. Per tutti costoro, abitanti in Italia o all’estero, la nostra Fondazione può rappresentare un’opportunità. Ma soprattutto uno stimolo per la mente».
Intanto nel prossimo luglio ripartirà un corso di musica con insegnanti e studenti cinesi.