Mancano volontari per il Giro d’Italia: De Pellegrin chiama l’esercito
A.A.A., volontari cercansi. È l’appello del sindaco di Val di Zoldo, Camillo De Pellegrin, in vista del 25 maggio. Quel giorno il Giro d’Italia arriverà al cospetto di Pelmo e Civetta, al termine della Oderzo – Palafavèra, e di lavoro da fare ce ne sarà parecchio. D’accordo, ci saranno le forze dell’ordine e ci sarà lo staff organizzativo di Rcs, ma perché tutto funzioni al meglio ci sarà bisogno anche del concorso del territorio.
«Per garantire che tutto si svolga nel miglior modo possibile e in sicurezza, soprattutto per quanto riguarda logistica e viabilità secondaria, sarà necessaria la collaborazione di tante persone», ha sottolineato il sindaco di Val di Zoldo nel corso della presentazione delle due tappe bellunesi dell’imminente Giro d’Italia: la Oderzo – Val di Zoldo di giovedì 25 maggio e la Longarone – Tre Cime di Lavaredo di venerdì 26 maggio. «Per questo ho interessato anche l’Esercito. E in questo senso faccio un appello a quanti vogliano collaborare, privati o associazioni. Il Giro per la Val di Zoldo rappresenta una vetrina promozionale importantissima a livello internazionale e dobbiamo fare di tutto per sfruttare al meglio questa opportunità. Chiedo inoltre ai cittadini di aiutarci a rendere speciale la tappa, abbellendo i paesi e le frazioni con palloncini, striscioni e fiori rosa. Facciamo sentire il calore della Val di Zoldo al popolo del Giro».
Anche ad Auronzo si sta lavorando intensamente in vista di quella che è la tappa regina della corsa rosa 2023. «Di concerto con Rcs abbiamo posto grande attenzione agli aspetti logistici della tappa, per nulla semplici», ha sottolineato il sindaco di Auronzo, Dario Vecellio Galeno. «L’accesso alle Tre Cime verrà chiuso da giovedì. Da Auronzo ci saranno diverse navette, messe a disposizione da Dolomitibus, che saliranno verso Misurina. Da qui per raggiungere il traguardo del rifugio Auronzo sarà necessario procedere a piedi oppure in bici come, del resto, già dieci anni fa».
«Il Giro è uno degli eventi sportivi e di spettacolo più sentiti a livello nazionale e internazionale. Proprio per questo l’organizzazione delle due tappe bellunesi è stata inserita nel progetto “Grandi eventi”, finanziato dal Fondo Comuni confinanti e cofinanziato in maniera fondamentale dalla Regione Veneto», così il presidente della Provincia, Roberto Padrin. «Per quanto riguarda gli eventi collaterali, siamo partiti mesi fa, con un ampio lavoro di squadra che ha coinvolto non solo i tre Comuni sede di tappa, ma anche le associazioni di categoria e ovviamente la Dmo Dolomiti. L’idea è di far vivere il territorio bellunese, con iniziative di avvicinamento ai due giorni di grande sport che vivremo a fine maggio, con la Oderzo-Palafavera, e la Longarone-Tre Cime di Lavaredo. E insieme promuovere le nostre bellezze paesaggistiche al grande pubblico che segue il Giro».
La prima promozione territoriale sarà quella portata avanti dalla proprio dalla Dmo Dolomiti Bellunesi, che parteciperà alla Carovana del Giro dal 12 al 19 maggio. Da Capua fino a Borgofranco d’Ivrea attraversando la Campania, l’Abruzzo, l’Umbria, le Marche, l’Emilia-Romagna, la Toscana, la Liguria e il Piemonte. «La scelta mirata di puntare sulla promozione delle Dolomiti Bellunesi in questa settimana nasce dai dati relativi agli appassionati di cicloturismo che risiedono in Emilia-Romagna, Toscana, Piemonte e Lazio», hanno spiegato Michele Basso ed Elisa Calcamuggi, rispettivamente direttore e responsabile marketing di Dmo. «La formula della cartolina che viene consegnata lungo le strade del Giro ci ha permesso lo scorso anno di raggiungere un elevato numero di cicloamatori che, grazie al QRcode e al concorso “Vinci una maglia rosa”, hanno cliccato la landing page creata appositamente».