Sul PiccoloLibri la storia del manager viennese che scrive romanzi hard ambientati a Trieste
TRIESTE Una saga familiare di ampio respiro che si snoda tra Vienna e Trieste nei primi anni del ’900, mai tradotta in italiano, di cui è autrice l’austriaca Elisabeth Hauer, scomparsa nel 2012. E un romanzo hard dove compaiono Joyce e Svevo, firmato da un manager di successo, il viennese Alfred Zellinger, col pallino della scrittura.
Sono due delle singolari storie di cui si occupa l’inserto Il Piccololibri, in edicola sabato 22 aprile con il nostro quotidiano, all’interno del fascicolo Tuttolibri della Stampa, affidate alle penne di Andrea Cavalli e Marta Herzbruch. Anche la copertina ha in qualche modo a che fare con l’Austria e, attraverso il racconto di Elsa Nemec, ci riporta ai tempi dell’imperial regia monarchia, quando, da Trieste, sede la compagnia di navigazione Austro-Americana, si imbarcarono migliaia di emigranti alla volta di New York.
Il paginone centrale, dedicato alla “donna del sabato”, propone una lunga intervista di Alex Pessotto al grande soprano Fiorenza Cedolins, partita da un piccolo paese vicino a Vito D’Asio, Anduins, per conquistare i palcoscenici lirici più famosi del mondo, dal Metropolitan di New York alla Scala di Milano.
La rubrica “Saranno famosi” di Elisabetta Ceron è dedicata a un altro artista del Pordenonese, con una promettente carriera appena iniziata: è l’étoile di San Vito al Tagliamento Andrea Schifano, 27 anni, già primo ballerino al Teatro nazionale di Zagabria e oggi al Teatro Nazionale sloveno di Maribor. Infine, il critico Fulvio Senardi invita a riscoprire la figura del goriziano Enrico Rocca, scrittore, giornalista, traduttore, uomo di punta del Partito futurista e del regime fascista, da cui poi si allontanò condannandone la violenza.