Rapine in banca e all’Ufficio postale: due arresti a Padova
Due persone sono state arrestate dalla squadra Mobile per tre rapine compiute tra Padova e Campodarsego nel 2022. Rapine ai danni di un’azienda, di un ufficio postale e di una banca.
L'indagine è iniziata dopo la rapina a mano armata, lo scorso 15 giugno, ad un'azienda di Padova, messa a segno da due uomini, travisati in volto ed armati di pistola.
Successivamente gli investigatori si sono occupati anche di altre due rapine commesse con analoghe modalità una dell'8 luglio 2022 ad un ufficio postale di Padova e l'altra, il 18 luglio alla Banca di Credito cooperativo di Reschigliano di Campodarsego.
Nel primo episodio ad agire erano stati sempre due uomini che, entrati nell'ufficio postale con addosso caschi con visiera abbassata e pistola in pugno, si erano impossessati di circa 300 euro prima di fuggire in sella di un ciclomotore.
[[ge:gnn:mattinopadova:12766592]]
L'altra rapina aveva preso di mira il furgone portavalori dell'istituto di vigilanza Civis che stava andando a fare una consegna di denaro. Nell'avvicinarsi all'ingresso della banca, nei pressi della bussola, il dipendente che portava con sé il plico contenente 74.000 euro è stato affrontato da due malviventi, uno dei quali con un fucile a pompa, che gli hanno sottratto il denaro.
Chiarite le modalità di esecuzione ed analizzate le descrizioni fisiche degli autori fornite dai testimoni, gli investigatori della Sezione reati contro il patrimonio della Squadra Mobile hanno da subito indirizzato i propri sospetti sul 63enne, pregiudicato già noto alle forze dell’ordine, unico destinatario della misura cautelare.
D’intesa con la Procura della Repubblica sono state avviate le indagini: localizzazioni satellitari, intercettazioni telefoniche, videoriprese, il tutto abbinato a quotidiani servizi di pedinamento ed appostamento.
Il fatto che il “probabile” obiettivo dei rapinatori fosse il portavalori che si era recato alcuni minuti prima per prelevare l'incasso (e non già per consegnarlo, come forse erroneamente ritenuto dai rapinatori) lasciava presagire che i rapinatori avrebbero potuto colpire nuovamente.
[[ge:gnn:mattinopadova:12766605]]
Individuato il possibile percorso di fuga seguito dai rapinatori a bordo dell’autovettura poi rinvenuta abbandonata in viale Veneto a Saonara, i poliziotti hanno accertato che la stessa auto era stata preceduta nei suoi spostamenti da un'altra autovettura, intestata ad un anziano di Selvazzano, convivente della madre di una donna già conosciuta per essere in rapporti col 64enne sospettato.
E difatti la stessa auto era stata notata nei giorni successivi parcheggiala a fianco dell’abitazione dell’uomo.
Dalle indagini è emerso pure che l’uomo fino a qualche tempo prima aveva prestato attività lavorativa nella stessa azienda rapinata.
Ancor prima dell’avvio dell’attività di intercettazione i rapinatori avevano messo a segno altre due rapine: una l’8 luglio 2022 all'Ufficio postale di Via Vigonovese, mentre l’altra il 18 luglio 2022 alla Banca di Credito cooperativo di Reschigliano di Campodarsego.
La rapina all’Ufficio postale
Nel primo episodio ad agire erano stati sempre due uomini che, entrati nell'ufficio postale con addosso caschi con visiera abbassata e brandendo in mano una pistola, avevano intimato alla direttrice di consegnare il denaro custodito nelle casse degli sportelli e nella cassaforte principale.
Anche in quel caso erano riusciti ad ottenere un magro bottino (circa 300 euro). Al termine della rapina i due si davano alla fuga a bordo di un motorino di colore azzurro con targa coperta. Una delle dipendenti aveva notato però le scarpe indossate da uno degli autori, recanti la marca Diadora. Maggiori dettagli i poliziotti li hanno poi potuti ricavare dall'analisi dei filmali.
La rapina in banca
Più grave era stata invece la rapina alla Banca di Credito Cooperativo di Reschigliano, in danno di un furgone portavalori dell'istituto di vigilanza Civis.
Intorno alle 8 il blindato aveva accostato all'esterno della Banca per eseguire una consegna valori.
Nell’avvicinarsi all'ingresso della banca, nei pressi della bussola, il dipendente che portava con sé il plico contenente la somma di 74.000 euro aveva notato alle proprie spalle un furgone di colore bianco con a bordo due uomini.
Quello seduto al lato passeggero lo teneva sotto tiro con un fucile a pompa, ordinandogli di gettare a terra il plico. Nel mentre si avvicinava pure il complice, il quale gli sfilava la pistola in dotazione e raccoglieva il plico. I due si davano a quel punto alla fuga in direzione del centro di Campodarsego.
Anche su questo episodio i poliziotti della Squadra Mobile hanno svolto le loro indagini, ricostruendo innanzitutto gli spostamenti del mezzo, anch’esso rubato (commesso a Cadoneghe) e rinvenuto abbandonato a Codiverno, evidenziando numerose analogie con la rapina consumata a Padova il precedente 15 giugno 2022.
Analizzati i filmali delle telecamere della banca gli investigatori notavano soprattutto le caratteristiche fisiche del secondo rapinatore, nonché conducente del furgoncino, coincidenti con quelle del 64enne arrestato.
A seguito di ulteriori indagini i poliziotti sono arrivati al covo dei rapinatori, alla Guizza. Da lì sono iniziati gli appostamenti, che hanno permesso di riconoscere come complice delle rapine un 45enne disoccupato.
Questo fino all’8 settembre 2022, giorno precedente ad una (ennesima) tentata rapina, quando alcune immagini hanno consentito ai poliziotti di trarre conferma della presenza di armi all’interno del nascondiglio utilizzato dai rapinatori.
La perquisizione
Il 22 settembre è scattato il blitz: nel covo dei rapinatori sono stati trovati numerosi oggetti riconducibili alla rapine, in particolare un fucile a pompa con matricola abrasa e calcio tagliato perfettamente compatibile con quello utilizzato nella rapina ai danni della Banca di Credito Cooperativo di Reschigliano, uno scooter Piaggio rubato, perfettamente corrispondente a quello utilizzato nella rapina all'Ufficio Postale di Via Vigonovese.
E ancora venivano rinvenuti e sequestrali caschi da motociclista corrispondenti a quelli utilizzati sempre nella rapina all'Ufficio Postale, giacche con cappuccio e alcune riproduzioni in cartone di targhe per motocicli e auto.
La perquisizione nei confronti del 64enne veniva eseguita anche nel suo domicilio, ove sono stati rinvenute calzature sportive ed altro materiale, fra cui la somma contante di circa 16.000 euro avvolta in carta da giornali, e in prossimità dell'argine di un canale, ove veniva rinvenuta nascosta sotto un sasso la pistola sottratta nel corso della rapina alla Banca.
Nel corso dell’attività i poliziotti avevano pure rinvenuto un'autovettura Polo rubata ed impiegata dagli stessi rapinatori in occasione dell’ennesima rapina (tentata) che si erano preparati a compiere il precedente 9 settembre 2022, questa volta a Piove di Sacco (PD), ancora una volta armati di pistola, ai danni di un furgone portavalori dell'istituto di vigilanza Fidelitas.