Lascia la carriera da avvocato e insegue il sogno delle gare in moto
UDINE. Lascia la carriera di avvocato per buttarsi, anima e corpo, in viaggi avventurosi e gare mozzafiato in sella alla sua motocicletta. Si tratta della 34enne udinese Francesca D’Alonzo che negli ultimi tempi è balzata agli onori della cronaca nazionale per la sua prossima partecipazione alla Gibraltar Race, in programma dal 22 al 29 aprile, in Marocco. In Nordafrica la 34enne è arrivata giovedì 20 aprile.
Dopo averlo visto e sognato la friulana – già volto ufficiale di Yamaha e Dainese – si cimenterà in un viaggio in sei tappe (Fes, Midelt, Erfoud, Zagora, Errachidia e ritorno a Fes) lungo 2.200 chilometri, in sella ad una Yamaha Ténéré 700.
Nata a Palmanova e cresciuta a Udine, dopo gli studi Francesca si iscrive alla facoltà di giurisprudenza dell’ateneo friulano per poi laurearsi a Bologna.
Qui fa la pratica legale e poi si trasferisce un anno a Londra lavorando come analista. Poco prima della pandemia rientra in Italia stabilendosi con il compagno Amedeo a Cervignano, dove abita. È lì, nel giardino di casa, che trova una vecchia moto abbandonata da anni che decide di restaurare.
«La prima volta che ho guidato una moto, a 32 anni, mi sono detta “io da qua non scendo più”. Ho fatto innamorare Yamaha Motor Italia dei miei sogni e dal 2021 lavoro come loro brand ambassador – racconta D’Alonzo –. A oggi ho percorso 50 mila chilometri in moto. Nell’estate del 2021 ho viaggiato per 11 mila chilometri dall’Italia alla Georgia e ritorno, lo scorso luglio ho completato il mio primo rally in Europa da Praga a Riga e viceversa, per due settimane e oltre cinquemila chilometri. Poi sono partita con il mio compagno dal Friuli fino in India per 17 mila chilometri di avventure».
L’amore per il rally e l’enduro l’ha trasformata da passeggera a motociclista di professione, facendole cambiare completamente vita.
«È servita perseveranza e creatività – confida la 34enne –, ma anche impegno, preparazione e risorse economiche. All’inizio ho ricevuto tantissime critiche in quanto donna. In tanti hanno scommesso che non ce l’avrei fatta, non sarei andata oltre Lubiana. Ora con un forte senso di rivalsa dico “te lo racconto io che una donna può fare anche questo”».
La moto è il mezzo con cui Francesca racconta l’empowerment femminile: «Ci vogliono più storie di donne protagoniste del mondo delle due ruote – prosegue D’Alonzo –, al rally dell’anno scorso eravamo in due su ottanta partecipanti. E il mondo del motorsport si divide tra chi è felice e ci sostiene e chi è vittima del pregiudizio e pensa che siccome partecipano anche le donne la difficoltà sia bassa. Una volta mi chiesero di andare al reparto assistenza perché pensavano che fossi lì per aiutare e non per gareggiare. C’è ancora tanto da fare in termini di rappresentazione e io vorrei aprire la strada ad altre storie come la mia».
Francesca corre con il marchio “Io sono Fvg” impresso sulla livrea della moto perché è molto orgogliosa di portare il Friuli nei suoi viaggi.
«Parte tutto da qui: la terra in cui sono nata e cresciuta, quella dalla quale parto e faccio ritorno, quella dove insieme a un ex campione moto rally friulano, Silvano Nascig, mi alleno. E poi – ammette Francesca – le prime corse le ho fatte sulle strade friulane. Ho avuto la fortuna di essere supportata nel mio sogno e nelle mie imprese da aziende internazionali però mi farebbe tanto piacere essere affiancata da aziende locali che fanno loro il mio messaggio».
L’anno scorso il suo primo rally, la Gibraltar Race, in Europa da Praga a Riga e viceversa per 32 mila chilometri, ora si appresta alla sfida africana, ma il suo obiettivo entro cinque anni è la Dakar, il rally più duro al mondo.
«Un sogno grandissimo per chi come me non è stata messa in sella a una moto da bambina e non è cresciuta in una famiglia di motociclisti. Vorrei raccogliere l’eredità del pilota friulano Edi Orioli che ha portato in alto il nome del Friuli in giro per il mondo», conclude la 34enne.