La denuncia della Cgil: «Sanità, organici carenti: l’Usl 4 trovi soluzioni adeguate»
Crisi degli organici all’Usl 4: Marco Busato, segretario generale Fp Cgil Venezia, denuncia una situazione sempre più grave per la sanità del Veneto orientale.
«Sono anni che come Cgil denunciamo la grave situazione della carenza di personale di tutti i profili professionali», ricorda, «in ogni tavolo di trattativa sia della dirigenza medica che del comparto. Abbiamo più volte chiesto, in sede d’incontro, i dati di quanto personale è realmente in turno al netto di tutte le assenze a qualsiasi titolo. Dati che la direzione non ci ha mai fornito. Anzi, ci veniva ribadito che tutto andava bene, che non c’era nessun problema di organico nelle strutture ospedaliere nei distretti, nessuna carenza di medici, infermieri, operatori socio sanitari e di altre figure professionali sanitari e tecnico amministrative».
I lavoratori segnalano buchi di organico, aumento di carichi di lavoro dei professionisti in servizio. «Ci chiediamo, se c’è crisi d’organico, e una crisi di queste dimensioni non nasce da un momento all’altro, perché la Direzione, ad esempio, ha fatto passare mesi prima di cominciare ad assumere gli idonei dell’ultimo concorso Oss?», si chiede il sindacalista, «e, sempre sugli Oss, perché non ha prorogato i contratti in scadenza? Queste scelte hanno messo in sera difficoltà reparti scoperti di personale, ma l’azienda la pensava in maniera opposta visto che ci informava, ad un incontro, che le unità Oss presenti erano sufficienti a coprire il fabbisogno previsto. La Direzione professioni sanitarie e la Direzione risorse umane, fondamentali nella gestione e nella programmazione del fabbisogno del personale, attualmente sono rette rispettivamente ad interim e da un direttore in scadenza a fine mese. Pare evidente che in queste condizioni si navighi a vista ricorrendo a contratti “atipici” per tamponare le emergenze».
«Il prossimo 9 maggio» conclude, «abbiamo un incontro con la Direzione e come Cgil ci aspettiamo che l’azienda ci proponga delle soluzioni concrete per superarla. Tutto questo è fondamentale se si vuole rispondere al bisogno di salute dei cittadini e se si vuole far lavorare il personale in condizioni degne di questo nome».
Il direttore generale, Mauro Filippi, non è d’accordo: «I contratti a tempo determinato dei dirigenti come sa benissimo il signor Busato, si fanno perché i titolari sono in aspettativa e quindi io posso fare stabilizzazioni solo se i titolari si licenziano».