Allarme baby gang a Pavia, ma ci sono pochi vigili. L’assessore Trivi: «Deve aiutarci il prefetto»
Pavia. Emergenza sicurezza: l’assessore Pietro Trivi, sentito in commissione consiliare, ammette che c’è un problema di baby gang a Pavia e che la polizia locale non può - per l’organico ridotto e per le funzioni proprie del corpo - fare più di quanto stia facendo oggi, con controlli mirati di agenti in borghese nelle zone più calde. La proposta di Trivi è di inviare il verbale della seduta di commissione al prefetto, con il suggerimento da parte della presidente di commissione, Lidia Decembrino, di convocare prefetto e questore in commissione.
I punti caldi
L’assessore Trivi ha riferito che, sulla base dei dati raccolti, al momento sono quattro i “punti caldi” della città: il piazzale della stazione ferroviaria, il centro commerciale Minerva, piazza del Lino e, ultimamente, anche piazza Botta. «Dall’inizio dell’anno – ha detto – gli agenti hanno identificato oltre 100 persone. Abbiamo iniziato a effettuare controlli in queste zone alle 11, alle 15 e alle 21 e abbiamo capito che bisogna effettuarli con agenti in borghese e auto senza colori».
A complicare ulteriormente il quadro, tra l’altro, si è messa anche la riforma Cartabia che ha trasformato il reato di molestie da procedibile d’ufficio a procedibile solo a querela di parte. Questo significa che se il cittadino che ha chiamato i vigili non ritiene di formalizzare una denuncia, i vigili, come le altre forze dell’ordine, non possono fare nulla se non identificare le persone oggetto di controllo, cioè chiedere loro i documenti e annotare data e ora del controllo. Ma al di là dei nodi procedurali, c’è un problema a monte di tutta la questione: le forze in campo.
Pochi agenti
«Noi – ha proseguito Trivi – abbiamo 33 agenti che si alternano nei turni per il controllo del territorio. Ma il 90% delle chiamate che riceviamo riguardano problemi di divieto di sosta, ad esempio auto lasciate parcheggiate davanti a un cancello. Poi abbiamo richieste strane: l’altro giorno un signore ha chiesto l’intervento dei vigili «perché aveva un tasso in giardino». Le conseguenze del ragionamento sono intuibili: la polizia locale non ha personale a sufficienza. Tanto è vero che, per garantire i controlli nei punti più caldi, sarà necessario ricorrere a ore straordinarie, come ha confermato il comandante della polizia locale, Flaviano Crocco, che sedeva a fianco dell’assessore.
[[ge:gnn:laprovinciapavese:12766070]]
«Dovete concorrere nei servizi»
La situazione è nota anche ai vertici delle forze dell’ordine, tanto è vero che il questore, con una nota del 17 marzo, ha disposto che polizia e carabinieri assicurino il “controllo dinamico” (far passare le volanti - ndr) nei punti in cui si sono verificate rapine e aggressioni e ha chiesto ai vigili di «concorrere nei servizi». Per questo, la conclusione della commissione, che era stata chiesta dal consigliere della Lega Gian Matteo Rona, è stata quella di coinvolgere il prefetto che presiede il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblici, per ottenere informazioni più dettagliate e, soprattutto, un piano d’azione finalizzato a evitare che Pavia diventi terra di frontiera per le gang di giovanissimi che, in determinate occasioni, si dimostrano pericolose.
Sul versante politico, le opposizioni hanno avuto gioco facile a ricordare che la sicurezza fu uno dei temi portanti della campagna elettorale che portò all’elezione del sindaco Fabrizio Fracassi. L’attenzione, poi, è stata puntata sui minorenni stranieri non accompagnati che vivono nel villaggio San Francesco; alcuni tra loro sono stati coinvolti - come vittime o autori - nei gesti di violenza. La consigliera Alice Moggi (Pavia a colori) ha ricordato che i minori dovrebbero essere ricoverati in comunità e non in un centro nato per altri scopi.