Yuriy andrà a fare il chirurgo negli Usa: sfumato un incarico bellunese per il medico ucraino
Yuriy Kolivoshka, la moglie Marta e i tre figli piccoli hanno abbracciato con commozione tutti quanti e giovedì sono partiti verso la Polonia: da lì, una volta ricongiunti con i familiari sfollati da Leopoli, prenderanno il volo che li porterà ad Atlanta, Stati Uniti d’America. Negli Usa Yuriy tornerà a fare il suo lavoro di chirurgo pediatrico, dopo aver tentato invano di tornare ad indossare il camice nel Bellunese.
È questo il finale agrodolce della vicenda che aveva commosso il Bellunese all’inizio dell’anno: tra Sedico e Santa Giustina la famiglia ucraina fuggita alla guerra per far curare il figlioletto Davyd, quattro anni, aveva trovato amicizia, sostegno e un’occupazione al Cantiere della provvidenza.
Lui medico chirurgo con specializzazione conseguita in Canada in chirurgia infantile, la moglie dentista, si erano visti cambiare radicalmente la vita a inizio del febbraio 2022, con i venti di guerra sull’Ucraina e la terribile scoperta: il loro figlio terzogenito Davyd aveva un tumore.
«Abbiamo avuto la diagnosi l’8 febbraio», aveva raccontato papà Yuriy, «e abbiamo iniziato la terapia a Leopoli. Ma quando la guerra è iniziata ci siamo trovati a dover scappare spesso nel rifugio antiaereo dell’ospedale, interrompendo le infusioni. La responsabile del dipartimento mi ha avvicinato e mi ha detto che non era possibile fare la terapia in quelle condizioni».
Yuriy e la moglie avevano preso una decisione radicale: partire per l’Italia, verso il Bellunese, dove vivono già dei familiari, per poter far curare Davyd a Padova.
Arrivati a Sedico a marzo dello scorso anno, avevano trovato sostegno e amicizia tra il Cantiere della provvidenza di Villa Zuppani a Pasa, all’impianto di bachicoltura, e Cergnai di Santa Giustina. Yuriy, messo da parte il camice da chirurgo, si era impegnato nella gelsibachicoltura, mentre la moglie Marta badava ai suoi ragazzi e, aiutando quando possibile al Cantiere come volontaria.
La morte a quattro anni di Davyd, nel gennaio scorso, è stata un colpo pesantissimo, ma la famiglia ha continuato a gettare solide basi in Valbelluna, con i ragazzi più grandicelli inseriti a scuola a Sedico e anche nell’attività calcistica. Ma per Yuriy, nonostante i contatti con l’azienda sanitaria sostenuti dagli amici bellunesi, non si sono aperte opportunità per fare il suo mestiere, il chirurgo, nel Bellunese.
«Un grande rammarico»: così il Cantiere della provvidenza, dalla propria pagina social, ha voluto sottolineare l’opportunità persa per la sanità bellunese, affamata di medici, con la partenza del chirurgo ucraino verso gli Stati Uniti.
«Un rammarico vero», spiega Angelo Paganin, direttore del Cantiere presieduto da Tiziana Martire, «perché la famiglia si era inserita bene nel contesto della comunità, i ragazzi andavano a scuola a Sedico, si era creato un legame fortissimo con la comunità di Cergnai. Ma non si è potuto concretizzare un inserimento professionale nell’Ulss, nonostante i contatti e i colloqui fatti. C’era un problema linguistico, non conoscendo Yuriy appieno la lingua italiana non è stata valorizzata la sua esperienza professionale. Cosa che invece verrà fatta ad Atlanta, dove andrà ad operare dopo essersi mosso per far valere le sue competenze, compresa una specializzazione di tre anni a Toronto, in Canada».
Al Cantiere della provvidenza, spiega Paganin, si è fatto di tutto per aiutare Yuriy e la sua famiglia: supportandolo nel tentativo di tornare a fare il chirurgo nel Bellunese, tenendogli aperta la collaborazione con la bachicoltura per dargli comunque la possibilità di lavorare, sostenendolo ora che dalla Georgia è arrivata la chiamata e che si è trattato di organizzare la partenza. Come si sono mobilitati a Cergnai, a partire dal parroco don Gianni, per dare una mano alla famiglia, che è partita per gli Usa con le ceneri del piccolo Davyd.
«È giusto che Yuriy possa fare quello per cui ha studiato anche specializzandosi in Canada», sottolinea Paganin, «anche se è un peccato che non abbia avuto la possibilità di farlo qui».