Polveri sottili, 41 sforamenti Solo la pioggia può aiutare
Ivrea
Se non piove, peggiora anche la qualità dell’aria che respiriamo. Racconta questo la Relazione annuale congiunta di Arpa Piemonte e Città metropolitana di Torino “Uno sguardo all’aria”. I dati di Pm10, le polveri sottili presenti nell’aria, rilevati dalla centralina cittadina nel 2022 presentano un peggioramento rispetto al 2021 e ad Ivrea sono stati registrati 41 superamenti del valore limite giornaliero.
A dare una panoramica completa della situazione della qualità dell’aria ad Ivrea è l’assessore alla Sostenibilità ambientale Giuliano Balzola che, nonostante il dato dei 41 superamenti sia in aumento rispetto al 2021, si dice soddisfatto dell’andamento perché si attesta nella media degli anni precedenti. «Il numero dei superamenti del valore limite giornaliero di 50 microgrammi per metro cubo di Pm10, la cui soglia limite di superamenti si attesta sulle 35 volte all’anno, è pari a 41 nel 2022, rispetto ai 48 del 2020 e ai 33 del 2021. Ciò significa che i valori dell’anno scorso rilevati dalla centralina di via Liberazione sono in linea con i due anni precedenti. È da sottolineare, comunque, la diretta correlazione con il valore delle precipitazioni».
I dati dimostrano quanto la siccità sia la vera emergenza da affrontare: «I parametri delle precipitazioni del 2022 a confronto con la media dell’ultimo decennio restituiscono un’analisi allarmante. Se i millimetri di pioggia caduti in media nel decennio precedente sono 996, nel 2022 sono 336, un terzo rispetto al passato. La mitigazione dei valori di Pm10 è possibile grazie alla pioggia e se le precipitazioni sono scarse è inevitabile che i superamenti possano crescere. Tuttavia, la situazione sarebbe potuta essere peggiore: questi dati, infatti, hanno portato al blocco del traffico soltanto in due occasioni durante tutto l’anno».
Ad aiutare in questo senso è stato il riconoscimento della centralina Arpa di Ivrea separata da quelle della prima cintura torinese, a cui il territorio canavesano era precedentemente accomunato. «La centralina a onde beta della città di Ivrea, sganciata da quelle di Leinì e Caselle, dove nel 2002 gli sforamenti sono stati 66, permette di avere dati aggiornati reali sulla base della nostra qualità dell’aria e non di zone caratterizzate da un traffico molto più intenso - continua l’assessore. - Questo riconoscimento è un punto di forza per Ivrea e il suo territorio e ci ha permesso di appurare ulteriormente la correlazione tra pioggia e polveri sottili: se la prima aumenta, le seconde calano».
A mitigare le emissioni da riscaldamento, invece, hanno contribuito le alte temperature del periodo invernale: «Le temperature miti dei mesi autunnali ed invernali, con una media di 15 gradi rispetto ai 13,9 gradi del decennio precedente, con picchi di 17 gradi ad ottobre e 10 gradi a novembre, hanno permesso di limitare e ridurre le emissioni da riscaldamento - conclude Balzola. - In base ai dati della provincia torinese, posso dire di essere soddisfatto dei valori di Ivrea e delle misure messe in campo nel controllo della qualità dell’aria, prima tra tutte la centralina locale».