Fedriga: «un protocollo anti-aggressioni a tutela del personale sanitario»
TRIESTE I casi si violenza nei confronti del personale sanitario non sono passati inosservati negli ambienti politici. Anzi. È il presidente della Regione, dopo le richieste dei sindacati che sollecitano interventi immediati, a prendere posizione. E lo fa anche nel suo ruolo di presidente della Conferenza delle Regioni.
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«Hanno ragione i sindacati – afferma Fedriga – purtroppo non stiamo parlando di un problema che riguarda solo Trieste e il Friuli Venezia Giulia, ma è un problema nazionale. Su questo c’è stato un confronto non soltanto con il ministero della Salute, ma anche con il ministero degli Interni. So che le Aziende sanitarie stanno lavorando a un protocollo con le forze dell’ordine per garantire la massima protezione da mettere a servizio dei cittadini. Penso – aggiunge – che in generale le aggressioni siano inaccettabili e in particolare verso chi si prende cura della salute dei cittadini».
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Un protocollo, dunque. D’altronde a Trieste in questa prima parte dell’anno il numero di episodi ha superato quello complessivo dell’anno scorso, quando i casi di infortunio dovuti a contatti con i pazienti (tra gesti volontari, involontari e violenze “solo” verbali) a fine dicembre ammontavano a dodici (di cui nove volontari). Ora, ad aprile, siamo già allo stesso numero. L’ultimo, dopo i fatti al Csm di via Gambini o quanto avvenuto di recente nel reparto di Diagnosi e cura del Maggiore (dove sono ospitati pazienti con disagio psichico), è di pochi giorni fa: un ventisettenne con problemi di instabilità mentale aveva devastato una stanza del reparto di Clinica medica minacciando i medici e gli infermieri per poi darsi alla fuga. Gli agenti del posto fisso di Polizia erano riusciti a rintracciarlo e a fermarlo prima che potesse fare del male ad altre persone o a se stesso.
Il rafforzamento della presenza degli agenti a Cattinara, ora garantiti anche nell’orario pomeridiano, rappresenta una delle misure messe in campo dall’Asugi in accordo con la Questura proprio per fronteggiare le possibili aggressioni. Che, peraltro, si verificano spesso in Pronto soccorso. In questi giorni, inoltre, un medico ha denunciato un fatto ancora più grave, sebbene ancora da accertare: un accoltellamento per mano di uno sconosciuto, fortunatamente senza conseguenze drammatiche.
«La direzione Strategica di Asugi – dichiara il direttore generale Antonio Poggiana – è sempre molto attenta alla sicurezza dei dipendenti e dei pazienti e ha attivato nel tempo tutte le manovre necessarie per potenziare la sicurezza all’interno dei locali dell’Azienda. La Direzione monitora frequentemente le dinamiche della sicurezza sul luogo di lavoro per garantire e promuovere la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, permettendo inoltre di attuare azioni tempestive di miglioramento del Piano sulla sicurezza. Dal 1° febbraio 2022 – ricorda – è stato attivato il servizio di guardia ed è stata attivata la chiamata di urgenza e implementato il giro di ronde notturne affinché dalle ore 22 alle ore 18 vi siano degli stazionamenti fissi, in particolare presso il Pronto Soccorso».
La Procura è al corrente di questi casi. «Sono alla nostra attenzione soprattutto episodi che riguardano il personale di prima accoglienza e a contatto con pazienti psichiatrici – spiega il procuratore Antonio De Nicolo – sono i più esposti ai rischi».