Un bimbo su quattro dorme poco: «Rischio di sviluppare dipendenze»
Il 25% dei bambini padovani e rodigini dormono troppo poco e potrebbero presentare in futuro comportamenti a rischio, che possono portare anche alle dipendenze. È la fotografia scattata dallo studio della Fondazione Novella Fronda attraverso il progetto “Sonno e qualità della vita”, sostenuto da Fondazione Cariparo, che ha coinvolto 619 genitori di bambini da 1 a 5 anni dei territori di Padova e Rovigo.
I risultati dell’indagine sono stati presentati nella sala Bresciani di Palazzo Moroni alla presenza di Luigi Gallimberti, psichiatra e tossicologo, presidente di Novella Fronda, già docente all’Università di Padova, e di Cristina Piva, assessora alle Politiche scolastiche ed educative del Comune. «Questo studio ci dice una cosa: c’è un immenso lavoro da fare perché si sta sottovalutando il ruolo centrale del sonno per i bambini e le conseguenze che la carenza di riposo può avere sulla loro crescita» commenta l’assessora. «Dobbiamo lavorare molto sul mondo della scuola, per sensibilizzare insegnati ed educatori ma soprattutto i genitori, che molte volte sono impreparati».
I dati preoccupanti che emergono dal sondaggio: 1 bambino su 4 va a letto dalle 22 in poi, 1 su 5 ha tempi di addormentamento superiori alla norma, ossia oltre i 45 minuti, l’8% dei bambini più piccoli tra 1 e 2 anni e il 14% dai 3 ai 5 anni si addormenta guardando tv o altri dispositivi elettronici un bambino su 4 dorme meno delle ore consigliate.
Secondo le linee guida della “National Sleep Foundation” i bambini da 1 a 4 anni dovrebbero dormire almeno 13 ore e dai 5 anni all’adolescenza almeno 9.
Una causa della carenza di sonno è anche l’uso eccessivo della tecnologia: 1 bambino su 5 gioca con tablet o smartphone, soprattutto la sera.
«L’uso dei dispositivi elettronici incide sia sulla latenza che sull’addormentamento e questo porta a un sonno disturbato e a dormire meno» spiega Gallimberti. «La carenza di sonno nei bambini è un grande problema perché può causare disturbi del comportamento e propensione alle dipendenze da adolescenti». Proprio come è evidenziato anche da un altro studio condotto dall’Istituto Superiore di Sanità, in collaborazione con la Fondazione Novella Fronda, che ha coinvolto 3 mila giovani tra gli 11 e i 17 anni. Emerge che, in percentuali variabili dal 2 al 30%, hanno presentato patologie quali disturbi dell’alimentazione, ritiro sociale, utilizzo compulsivo o eccessivo di videogiochi. «Di fronte a questa drammatica realtà quello che dobbiamo fare, tutti, dalle istituzioni, ai medici, agli educatori e genitori, è invertire la tendenza partendo dall’educazione al sonno perché è dimostrato come la deprivazione del sonno riduce la produzione di dopamina, riduzione che sembra essere all’origine di gran parte dei comportamenti sopra riferiti» commenta il professore Gallimberti.