Palloncini, un cuore di rose e i versi di una poesia per salutare la piccola Deva, morta a soli due anni
TOLMEZZO. La bara piccola e candida come la purezza e la dolcezza di Deva, che il 15 maggio avrebbe compiuto 3 anni. Adagiato sopra un delicato cuore di rose bianche, con al centro un girasole a far capolino. L’ennesimo dono d’amore di mamma Giulia e papà Flavio alla loro bimba che, in mezzo a mille avversità, è stata un impareggiabile raggio di sole nella loro vita.
Se ne è andata in un giorno di primavera Deva Franco. Con i suoi genitori viveva a Tolmezzo e soffriva dalla nascita di una grave paresi cerebrale.
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Sabato primo aprile una folla è giunta in duomo da ogni angolo della Carnia per dare l’ultimo saluto a questo angioletto volato in cielo troppo presto. E per stringersi con affetto alla famiglia. A celebrare le esequie i parroci di Tolmezzo, monsignor Angelo Zanello, e di Cercivento e Sutrio, don Harry della Pietra.
Per lei si erano mobilitati in tantissimi con una raccolta fondi volta a supportare l’assistenza alla bimba e a realizzare il sogno di dare a Deva una casetta adatta alle sue esigenze e alle tante difficoltà quotidiane che doveva affrontare.
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A fine cerimonia un commovente messaggio dei genitori alla bimba è stato letto in chiesa, rivelando quel legame profondo e tenace di amore invincibile. «Perché fiorire si può e si deve anche in mezzo al deserto. Perché se le cose fragili come un fiore di ginestra lo sanno fare anche noi siamo chiamati a fare altrettanto” è l’incipit della lettera a Deva che muove dai versi di una poesia sulla ginestra, fiore tanto caro al Leopardi.
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«Deva, amore di mamma e papà, vogliamo ringraziarti – sono le parole di mamma e papà alla piccina– per tutto quello che sei stata capace di darci in quel tuo modo così unico e speciale di stare al mondo. Grazie per tutta la forza che ci hai trasmesso per starti vicino e affrontare difficili battaglie. Grazie per il tuo sguardo così dolce e buono che spesso scappa chissà dove, ma nell’istante in cui c’è ci apre ancor più il cuore. Grazie per essere un concentrato di amore puro fatto persona, forte come una roccia. Grazie per averci insegnato a vivere giorno per giorno, che il senso della vita è nelle piccole cose, che l’amore muove il mondo, al di là di qualsiasi barriera. Grazie Deva per essere stata il nostro fiore di ginestra perché, in mezzo all’arido dei deserti, con tutte le tue fragilità sei riuscita a fiorire di una forza solo tua, con la tua voglia di vivere nonostante tutto. Eternamente grati di averti avuta».
Sul sagrato mamma e papà, tenendosi per mano, hanno liberato nel cielo tanti piccoli palloncini rosa per il loro angelo. —
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