Il nuovo elemento di piazza grande a Monfalcone, i giochi d’acqua della fontana a led
MONFALCONE. Il passato è il biscotto, ma il futuro è l’acqua. Nelle forme di ugelli e zampilli, giochi idrici che neanche Luigi XIV, re Sole, sognava per i giardini barocchi di Versailles (ma solo perché era la tecnologia, a latitare, quattro secoli fa). Certo, non c’è paragone tra gli spruzzi delle decine di fontane parigine che rincorrono i miti classici e le future geometrie bisiache, ma non v’è dubbio che il vero taglio con il passato e le varie fisionomie di piazza della Repubblica sta tutto lì, nella nuova fontana.
La posa delle tubazioni
Mercoledì si è consumata la posa delle tubazioni per la rete di sottoservizi della nuova vasca: completate in due giorni, gli operai le hanno annegate nel getto di sottofondo, su cui è iniziato il tracciamento delle strutture. Un passo avanti sul fronte del cantiere, dunque, che comunque ha visto l’esaurimento del biscotto centrale in pietra “giallo d’Istria” e la prosecuzione dell’assemblaggio delle fasce laterali in porfido, a disegnare le aiuole attorno ai lecci di piazza Unità.
La fontana rettangolare
La fontana, dunque. Al nuovo (e inedito) specchio acqueo di forma rettangolare, con dimensione preponderante l’orizzontalità, è affidato il compito di chiudere architettonicamente la piazza sul lato sud-ovest. Sul perimetro di 22,5 per 6,5 metri sarà eretto un muretto spesso 35 centimetri e alto 30. Il rivestimento, ancora in “giallo d’Istria”. Con pietre levigate e lucidate, in continuità. L’amministrazione comunale ha voluto imprimere un tratto identitario al manufatto, fissando sul fondo della vasca un mosaico a cura della nota scuola di Spilimbergo con ritratto al centro lo stemma di Monfalcone: un falcone bianco sormontato dalla corona su campo azzurro, per una superficie di 12 metri quadri.
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L’impronta di Valcovich
Ai lati, come riferito dal dirigente Enrico Englaro (Area tecnica) «sette fasce dai colori dell’arcobaleno a rappresentare le onde del nostro mare». C’è la mano di un’artista, dietro l’immagine prescelta, quella dell’architetto Sergio Valcovich. Il mosaico sarà incastonato tra le pietre di rivestimento del fondo e «tra gli spazi dei 12 ugelli da cui si proietteranno i getti d’acqua». Intanto la Scuola mosaicisti sta selezionando le pietre per le tessere ed elaborando le prime bozze in base alle misure esatte del manufatto. «Lungo il perimetro esterno – sempre Englaro – sarà predisposta un’illuminazione a led continua e indiretta». E ve ne sarà pure una sommersa, lungo il bordo interno della vasca per un’evidenza notturna del simbolo cittadino. «L’impianto – precisa il dirigente – sarà costituito da ugelli in acciaio inossidabile, corredati da un faretto led Rgb a colori variabili per i getti duranti i vari giochi». Saranno «disposti su due file parallele, collegati in gruppi da sei sul tratto a zig-zag e comandati da due pompe a inverter capaci di innalzare i getti d’acqua a velocità variabile per creare le fantasie». Un sistema di controllo dell’accensione dei fari abbinerà perfino le luci a ritmo.
Acqua riciclata
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Ma non sarebbe opportuno moderare i consumi idrici, data l’incombente siccità? «Il livello d’acqua in vasca sarà di 10-15 centimetri – rileva Englaro – e la fontana verrà dotata d’un moderno sistema di ricircolo e filtraggio che consentirà di non avere sprechi e consumi energetici contenuti». «Di giorno – prosegue – saranno visibili i zampilli bianchi d’acqua, sei, con altezza da 0 a 6 metri, alternati agli altri, con giochi di salite e discese più o meno rapide e picchi sincronizzati». E con la bora? I getti «si abbasseranno in automatico a quota di sicurezza», dice. Pure la figura del mosaico comparirà e scomparirà in funzione dei zampilli: un gioco nel gioco. L’aiuola fiorita di 22 metri davanti alla fontana conferirà infine una «vivace nota di colore a coronare lo scenario».