Rubate le centraline dei motori fuoribordo ai diportisti di Grado
GRADO. Anni addietro la razzia riguardava i motori fuoribordo che, quasi sicuramente, venivano portati all’estero (all’epoca ci furono anche degli arresti che confermarono questa tesi). Oggi ci si “accontenta” invece delle centraline dei motori che però non si sa dove vadano a finire. Da un mese a questa parte sono giunte diverse segnalazioni di centraline di motori sparite, sradicate o semplicemente staccate dai motori (in qualche modello basta muovere una levetta).
Almeno 40 furti
È difficile quantificare quante centraline siano state rubate ma indicativamente chi bazzica nel giro della nautica da diporto a Grado sostiene che ne saranno sparite almeno una quarantina e possono costare circa 1.500-2.000 euro l’una. Senza contare gli eventuali danni causati per l’asportazione. Tuttavia, a quanto è stato riferito dagli addetti del settore, solo una parte dei diportisti proprietari di “batele” o motoscafi hanno presentato denuncia, in quanto il danno è in ogni caso non molto rilevante. I ladri, a quanto pare professionisti del settore che agiscono quasi certamente su commissione, per rubare le centraline tolgono la calotta del motore, asportano quanto a loro interessa e poi rimettono sopra la calotta. Così passando vicino alle barche e ai motoscafi, non ci si accorge di nulla.
Armatori all’oscuro
Nemmeno i proprietari possono pensare di aver subito un furto del genere, se non quando decideranno di accendere il motore per fare i primi test della nuova stagione. E ora che la primavera è arrivata, quasi tutti i proprietari tornano a rimettere in funzione le barche per effettuare i primi giri in laguna o in mare aperto. Dunque i diportisti si accorgono dell’eventuale furto solamente in questo momento. E chissà quanti, si chiedono alcuni degli addetti del settore, potrebbero adesso scoprire la brutta sorpresa.
Le zone colpite
Le zone dove sono stati effettuati questi furti sono diverse, si va dall’Isola della Schiusa al canale dei Moreri, negli ormeggi attorno a Valle Le Cove, fino ad arrivare a Valle Goppion. Non nelle marine attrezzate, dunque, ma dove ci sono ormeggi singoli o facenti parte delle concessioni rilasciate a diverse associazioni.
A Grado il numero di questi furti sembra possa essere piuttosto rilevante, ma, pur con un numero forse inferiore, lo stesso fenomeno si sta registrando anche a Marano Lagunare. E non è escluso che furti del genere li possano subire anche diportisti di Lignano; o magari qualcuno l’ha già constatato, ma non l’ha fatto sapere.