Un Mantova Pride di lotta e di festa: parata il 17 giugno
La data da cerchiare in rosso sul calendario è il 17 giugno. Anzi, non in rosso, ma con i colori dell’arcobaleno, perché sarà il giorno del Mantova Pride organizzato dall’Arcigay La Salamandra. Percorso e programma sono ancora in fase di definizione – mancano gli ultimi dettagli – ma i promotori confermano il format da gran parata, come nel 2018, con approdo finale sotto il palco su cui si avvicenderanno gli ospiti per gli interventi. Una battaglia in forma di festa, che traduce e incoraggia l’orgoglio di esserci, di sfilare a testa alta contro l’odio ignorante sui social, l’assedio alle conquiste faticosamente guadagnate, il pregiudizio che si fa più aggressivo nei momenti di crisi.
«Di carne al fuoco ce n’è tanta – concorda la presidente di Arcigay La Salamandra, Valeria Nicoli – sarà un pride di rivendicazione, col quale ribadiremo che sul tema dei diritti e dei doveri non arretreremo mai. Noi rimaniamo sulle barricate». Facile prevedere il 17 giugno si parlerà anche della registrazione all’anagrafe dei figli di coppie omogenitoriali, bloccata dal governo. A proposito di assedio.
Intanto, proseguono gli eventi di avvicinamento al pride: il prossimo appuntamento sarà il 22 aprile, dalle 18 nella sede dell’Arcigay La Salamandra, in via Fratelli Bandiera 10, con l’aperiquiz resistente “Bell* Ciao”. Promosso insieme all’Anpi Mantova, sezione Felice Tolazzi, l’aperitivo sarà animato da un quiz a squadre sulla lotta antifascista e il movimento di liberazione queer. Per partecipare si deve compilare il form scaricabile dalla pagina Facebook della Salamandra.
Il pensiero corre subito alle parole del presidente del Senato, Ignazio La Russa, sull’attacco partigiano in via Rasella a cui i tedeschi reagirono con l’eccidio delle Fosse Ardeatine: «Quelli uccisi furono una banda musicale di semi-pensionati e non nazisti delle SS». Altro che quiz: «Dimissioni» tuona l’Anpi.