La protesta dei Cobas dopo il morto all’Iveco: «Azienda indifferente»
Anche Saverio Confetti dei Cobas Lavoro Privato interviene sulla morte dell'operaio di 64 anni dipendente Iveco avvenuta durante il suo turno notturno: «E' morto un operaio nella presunta indifferenza dell'azienda, che a detta della Fiom Cgil, in sciopero per due ore sarebbe stato soccorso mentre i colleghi lavoravano. I controlli degli organi di vigilanza – spiega Confetti – sono quasi inesistenti, non rispondono e non intervengono neanche quando esistono forti criticità. Per la mancanza di regole e la liberalizzazione delle norme sul lavoro i lavoratori spesso vengono umiliati: oggi prevale solo il profitto. Il nostro sindacato Cobas lavoro privato di Mantova, è da 5 mesi che denuncia all’azienda di Suzzara, e allo Spsal, che ad oggi non è intervenuta, la situazione di un dipendente che è stato operato da circa un anno al cuore per l'inserimento di pacemaker, oltre ad essere invalido al 75% e ogni 3 giorni deve recarsi al pronto soccorso e mettersi in malattia poiché sente dolore al petto nella zona dell'intervento. Ciò accade solo perché viene imposto di fare un lavoro pesante per la sua problematica di salute, senza invece essere adibito ad un lavoro idoneo, come da decreto 81/2008. Anche i nostri legali hanno scritto all'Iveco e allo Spsal ma ad oggi nessuna risposta. Noi non molliamo, stiamo preparando una causa civile e penale ma è dura, soprattutto per il dipendente che oggi si sta facendo aiutare da uno psichiatra. Possiamo dimostrare tutto – ha concluso Confetti –. Viviamo in un paese che non possiamo considerare civile, siamo un paese spietato con i deboli e debole con i forti».
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