Pedemontana-A27, si apre il raccordo: giovedì 6 aprile c’è Salvini per l’inaugurazione
«Il 6 aprile sarò sulla Pedemontana Veneta», dice Matteo Salvini. Il motivo: finalmente è il momento dell’apertura reale del collegamento tra la superstrada e l’autostrada A27, e l’onore del taglio del nastro se lo prende – assieme al presidente della Regione, Luca Zaia – il ministro delle Infrastrutture, che ha annunciato la data ieri mattina intervenendo alla trasmissione “The breakfast club” su Radio Capital.
La data
Giovedì 6 aprile, ore 11, Spresiano: ci siamo davvero, insomma. Non è dicembre – Zaia aveva promesso l’apertura per la fine dello scorso anno – né tantomeno maggio 2022, data in cui gli ottimisti ipotizzavano la caduta dell’ultimo diaframma, ma nessuno si lamenterà per questa manciata di mesi in più: a est si chiude finalmente il cerchio del collegamento, e ora manca solo quello di Montecchio tra Spv e A4 per dare senso compiuto definitivo all’infrastruttura viaria attesa per decenni dalla Marca e da tutto il Veneto.
Il nodo pedaggi
Lieto fine, insomma, o quasi. Perché il nodo dei pedaggi resta, con le categorie economiche che chiedono un occhio di riguardo per chi la Pedemontana la utilizzerà per lavoro o per spostamenti “domestici”. Da ultima la proposta della Cna: rendere gratuito il pedaggio per chi percorre solo un tratto compreso tra due caselli consecutivi, o per chi entra ed esce al secondo. Gli artigiani chiedono inoltre di completare le bretelle di collegamento tra la viabilità ordinaria e superstrada «per evitare vecchio e nuovo traffico di attraversamento dei paesi». Proprio l’inaugurazione del collegamento con la A27, secondo la Cna, è l’occasione giusta per fare il punto sull’utilizzo dell’arteria regionale, costata cara al territorio in termini di consumo di suolo, espropri, tasse, «ma ancora non funzionale alle sue esigenze».
I costi
Già, i costi, perché è vero che il conto per la striscia di asfalto è stato di circa tre miliardi di euro, ma il prezzo reale per le tasche della comunità rischia di essere molto molto più salato. Se la tratta non sarà percorsa da un numero sufficiente di auto e quindi gli incassi al casello saranno inferiori alle attese, sarà la Regione a mettere i soldi: questo il succo dell’accordo contrattuale raggiunto del 2016 con Sis, il concessionario privato. Per i prossimi 40 anni, oltre a un contributo straordinario di 300 milioni di euro, l’amministrazione Zaia si è impegnata a garantire un canone annuo di 153 milioni a favore del Consorzio. Canone annuo destinato ad aumentare, fino a toccare 332 milioni annui al 2059. Per un totale quindi, di oltre 12 miliardi.
La tangenziale
C’è chi inaugura – Salvini – e chi si augura, nello specifico i trevigiani, che anche il quarto lotto della tangenziale, con collegamento diretto in Feltrina, veda finalmente la luce. Opera attesa per decenni, pure questa: lo stesso ministro delle Infrastrutture recentemente ha promesso che i soldi salteranno fuori e si farà.