Canavese, i 24 Giovani vignaioli sbarcano al Vinitaly «Momento straordinario»
IVREA. Un’occasione di quelle che fanno tremare le gambe, per i più giovani produttori di vino del Canavese, nonostante siano abituati a centrare obiettivi di alto livello. Ma questa volta è il massimo. Vinitaly, a Verona, Salone internazionale dei vini e distillati alla sua 55esima edizione, la più importante fiera di settore al mondo, vedrà per la prima volta la presenza dell’associazione che li raggruppa sotto il nome Giovani vignaioli canavesani (Gvc).
Da domenica, giorno di apertura del salone, a mercoledì 5, le 24 aziende Gvc incontreranno produttori, buyer e stakeholder per condividere esperienze e competenze. Saranno dunque espressione del Canavese vinicolo come da anni lo sono già, a livelli altissimi, sempre a Verona, cantine private storiche del Canavese del calibro di Orsolani, Tappero Merlo, Cantina Nebbiolo Carema, Cieck, Masera, presenti per conto loro anche a questa edizione 2023.
«Tutto nasce dalla collaborazione con Ian D'Agata (uno dei massimi esperti internazionali di vino italiano, divulgatore straordinario e scrittore di successo di guide a tema ndr) – spiega Vittorio Garda dei Giovani vignaioli ed enologo alla Cantina la Serra di Piverone –. Due anni fa creò assieme all'organizzazione di Vinitaly una nuova area denominata Micro mega wines, destinata alle piccole grandi aziende. Un’area per dar voce a tutte quelle aziende vitivinicole che altrimenti avrebbero grossa difficoltà ad esprimersi nel trade mondiale». A Micro mega wines (Mmw) sarà dedicata una tensostruttura collocata a fianco del padiglione Piemonte. I Giovani vignaioli saranno lì.
«Per noi del gruppo è una grandissima opportunità. Darà modo a tutti di confrontarsi, discutere con gli altri produttori e fare quello che più ci piace: presentarci ai clienti e agli amici appassionati. Saremo lì da domenica fino a mercoledì. Abbiamo affittato un alloggio tutti assieme, quindi prevedo che sarà anche un bel momento di condivisione. Abbiamo inoltre inserito i nostri vini in alcune degustazioni che in gergo si chiamano masterclass, dove a un pubblico selezionato e internazionale invitato dallo stesso Ian verranno fatti assaggiare, confrontandoli, i nostri vini con altri provenienti da tutta Italia». Ian d’Agata, per la cronaca, ha partecipato alla presentazione del primo catalogo dei vini canavesani per il settore Horeca tenutasi il 13 marzo scorso al Castello di Masino. Il Canavese è un terroir unico, continua Garda: «Lo si sente nei vini come in pochi altri areali vitivinicoli accade, dobbiamo solo farci conoscere». A Verona saranno presenti i mitici 24: La Campore, 366, Monte Maletto, Nuove Tradizioni, Alberand, Cascina Figliej, Erbalù, Sopravvento, Gnavi Carlo, Le Masche, Decimo Filare, Cantina Eporedia, Altaluce, Kalamass, Crosio, San Martin, Fratelli Marco, LeBrune, Vigneti Aloi, L'Erm, Condio, Terre Sparse, Valchyara, Sorpasso. Dal vino all’enoturismo il passo è breve. Da Ivrea non a caso i commenti sono entusiastici. «Il vino indubbiamente – dice Gaetano Di Tondo, presidente del Gruppo Turismo, cultura e sport di Confindustria Canavese – è uno degli assi di valore del nostro territorio, l’impegno di tutti noi è far conoscere sempre di più l’Erbaluce, il Carema e i vini a denominazione Canavese. Non può che essere positiva, quindi, la presenza di numerose cantine (singole o aggregate) tra cui alcuni nostri associati che porteranno il Canavese vinicolo a Vinitaly, in un contesto di rilevanza nazionale e internazionale. I turisti apprezzano già i nostri vini. Come Gruppo Turismo, cultura e sport di Confindustria Canavese ci stiamo adoperando per portarne sempre di più sul territorio». La vera sfida per il futuro «è l’enoturismo, far diventare cioè il nostro territorio luogo di destinazione di tour e visite dedicate, accanto ai punti forti del Sito Unesco di Ivrea, del turismo culturale e outdoor».