I premier Golob e Plenković a Kiev: «Impegnati per la ricostruzione»
LUBIANA Il premier sloveno Robert Golob e quello croato Andrej Plenković si sono recati ieri a Kiev al “capezzale” dell’Ucraina ferita a sangue dall’aggressione russa. Hanno portato non solo la solidarietà delle rispettive nazioni all’Ucraina, ma anche la volontà di aiutare Kiev nella fase di ricostruzione del Paese. L’occasione della visita è stato il vertice "Bucha - La responsabilità della Russia per i crimini in Ucraina" a Kiev, in occasione dell'anniversario della liberazione della città martire. Assieme a Golob e Plenković c’erano anche la presidente moldava Maia Sandu e il premier slovacco Eduard Heger.
«Non ci possono essere scuse per aggressioni e crimini di guerra, solo una giusta punizione», ha sottolineato Golob durante una cerimonia di commemorazione delle vittime dell'invasione russa. Dopo il suo arrivo, Golob ha incontrato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e ha sottolineato che la Slovenia è interessata alla cooperazione per la ricostruzione dell'Ucraina. Ha anche aggiunto che è pronto a impegnarsi nella ricostruzione postbellica della regione di Kharkiv, in particolare della città di Izjum. La città di Kharkiv è gemellata con Maribor, e il consolato sloveno lì è stato distrutto da un razzo russo nei primi giorni dell'aggressione contro l'Ucraina, ha ricordato l'ufficio del primo ministro. Golob e Zelensky hanno anche parlato del riavvicinamento dell'Ucraina all'Ue e all'alleanza Nato. Golob ha anche incontrato il primo ministro ucraino Denis Shmigal e ha espresso il suo pieno sostegno politico all'Ucraina e solidarietà al popolo ucraino. A Shmigal ha anche affermato che la Slovenia sta ora pensando a come sviluppare la cooperazione stabilita durante l'aggressione russa nel dopoguerra. Il mercato ucraino non è sconosciuto alle imprese slovene, e sarebbe bene gettare fin d'ora solide basi per le future relazioni economiche, ha affermato Golob.
«Il governo croato è coerente e chiaro nel suo forte sostegno all'Ucraina e nella condanna dell'aggressione russa e per questo continuiamo a fornire assistenza politica, diplomatica, economica, militare, tecnica e umanitaria e appoggiamo con forza il percorso europeo dell'Ucraina, la sua indipendenza, sovranità e integrità territoriale e reintegrazione delle aree occupate», ha dichiarato invece il premier croato Plenković. Per Plenković si tratta della seconda presenza a Kiev dall'inizio dell'invasione russa il 24 febbraio 2022. Ieri è stato confermato che nelle prossime settimane la Croazia donerà all'Ucraina 14 elicotteri da trasporto di produzione sovietica modello MI 8 e ulteriori 500 mila euro per forniture militari. Inoltre, dall'inizio della guerra la Croazia ha accolto 22.500 profughi ucraini. Siamo qui, ha proseguito Plenković, per rendere «omaggio agli eroi che hanno dato la vita in difesa della libertà e della democrazia ucraine». Fin dall'inizio dell'aggressione russa, la Croazia è stata coinvolta in attività relative all'accertamento della responsabilità per i crimini commessi in Ucraina, che è stato l'argomento del vertice di Kiev. Oltre a sostenere le attività della Corte penale internazionale, scambiare esperienze con i pm ucraini, la Croazia sottolinea anche l'importanza di una tempestiva raccolta di prove per futuri processi penali.