Addio a Braschi, storico primario della Rianimazione del San Matteo
PAVIA. Antonio Braschi, professore dell’Università ed ex primario di Rianimazione al San Matteo, è morto a 76 anni tradito dal cuore. Nei suoi anni di attività accademica ha formato allievi poi divenuti rianimatori in molti ospedali di livello. «È stato il mio maestro, ha diretto per 24 anni il reparto dove mi sono formato». Lo racconta Francesco Mojoli, attuale primario del reparto di Anestesia e Rianimazione del policlinico. «La sua curiosità, la voglia di far progredire la disciplina lo hanno reso celebre. Per il suo lavoro si è fatto conoscere e apprezzare anche a livello internazionale».
«Ho lavorato con lui»
Antonio Braschi ha diretto la Rianimazione I del policlinico tra il ’92 e il 2016, mentre dal 2003 è diventato professore ordinario: il coronamento di una carriera universitaria cominciata qualche anno prima. È stato presidente vicario della facoltà di Medicina, ha guidato il collegio dei professori ordinari di anestesia e rianimazione ed è stato cofondatore di Smart, congresso di settore che quest’anno giungerà alla 34esima edizione: «Non si è mai fermato – aggiunge Mojoli – tanto che stava seguendo i lavori scientifici per preparare il prossimo congresso previsto a maggio. La sua curiosità e il suo impegno lo hanno tenuto attivo fino a oggi. Braschi era un grandissimo lettore, molto legato ai giovani e al valore dell’insegnamento, tanto che veniva spesso a trovarci in reparto anche dopo essersi ritirato. Era davvero un uomo di cultura, ascoltarlo parlare era sempre un piacere».
Il suo impegno lavorativo ha lasciato un ricordo vivido nella memoria dei colleghi del San Matteo. Anche tra quelli che per lavoro si sono spostati: «Nonostante la sua indiscussa competenza, conservava l’umiltà di chiedere consigli ai colleghi quando aveva un dubbio o si presentava un caso particolare». Lo ricorda così Maurizio Raimondi, oggi primario di Anestesia in Asst ma all’epoca nella Rianimazione II del policlinico: «Un maestro, capace di tenere unito un gruppo formato da personalità forti tirando fuori le doti migliori di tutti. Una persona di grande umanità, tra i maggiori esperti delle tecniche di ventilazione. Lavorare con lui è stato un piacere».
«Ha fatto scuola»
La competenza di Braschi era riconosciuta anche dagli infermieri: «Grazie a lui la Rianimazione del San Matteo è stata una grande scuola, e molti infermieri sono stati suoi collaboratori», racconta Giusi Grugnetti, direttrice delle professioni sanitarie del San Matteo: «Abbiamo attivato insieme il master per le professioni sanitarie in area critica. Il suo ruolo all’interno del policlinico è stato significativo, ciò che ha fatto ha lasciato il segno». Gianluigi Marseglia, primario di pediatria e docente universitario, ha condiviso la sua carriera con Braschi: «Ho collaborato per trent’anni con lui – racconta – un clinico straordinario, capace di far ricerca e curare i malati con la stessa forza. Anche dopo il suo ritiro ha continuato a interessarsi all’attività universitaria, continuando a tenere alto il livello e formando allievi eccellenti».