La ginecologa lascia e accusa l’azienda sanitaria. La replica: “Ha rifiutato tutte le nostre proposte”
La ginecologa Francesca Magrini, domenica, ha rilasciato un’intervista al nostro giornale in cui annunciava di lasciare la sanità pubblica per quella privata. “Siamo solo numeri di matricola”, ha amaramente detto. Evidenziando poi una serie di criticità e di comportamenti del pubblico che l’hanno spinta a lasciare.
Oggi la direzione dell’azienda sanitaria del Friuli centrale replica – con una nota ufficiale – punto per punto alle accusa della dottoressa.
“Non è mai piacevole – dice la nota della Direzione Generale dell’azienda sanitaria del Friuli centrale – affrontare queste situazioni, dove si mescolano le opportunità personali di alcuni medici con le difficoltà di un sistema che deve garantire la salute alle persone, indipendentemente dalle difficoltà del momento attuale."
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“I dati di fatto sono da un lato una ginecologa che ha deciso di uscire dal sistema pubblico, rifiutando le proposte alternative che le sono state fatte dai Responsabili del suo Dipartimento, dall’altro un medico infettivologo dipendente pubblico dell’Azienda di Pordenone, responsabile di una struttura senza posti letto, che pensa di dare giudizi ai propri Responsabili usando le pagine di un quotidiano.”
" Attorno a questa coppia ci sono centinaia di operatori sanitari che lavorano quotidianamente per garantire a tutti i migliori percorsi sanitari possibili, in considerazione di tutte le difficoltà del momento. Probabilmente il momento di notorietà che la pandemia ha dato a certi settori della sanità ha portato a confondere i ruoli e a considerare le dinamiche organizzative della sanità come opinabili e influenzabili da un post sui social media."
“Purtroppo, invece, la pandemia ha lasciato un sistema sanitario con i medesimi problemi di 5 anni fa, aggravati dall’emergere di nuove criticità come la carenza di professionisti, dovuta al calo demografico, alla maggiore attrattività momentanea di alcuni settori privati e alla realtà economica che cambia, ed il crescente impatto delle patologie croniche in una popolazione sempre più anziana.”
" Sicuramente lo stile manageriale influenza molto l’ambiente di lavoro, ed è per questo che la Direzione di Asufc punta molto sulla diffusione di una modalità di rapporto che punta al coinvolgimento dei dipendenti. Ovviamente ci rendiamo conto che siamo all’inizio e che nel sistema probabilmente c’è molto da fare su questa strada, ma di certo non è stato questo il caso della dottoressa in questione.”
Di seguito la replica punto per punto dell’azienda sanitaria alle accusa della ginecologa.
1. “Il sistema sanitario regionale .non abbia saputo valorizzare tutto quello che sai e sei".La dottoressa Magrini è stata la figura medica di questa Soc più tutelata in questi anni per poter venire incontro ad alcune questioni personali. In questi anni, pur con delle limitazioni, ha partecipato a tutte le attività di reparto. La dottoressa era stata formata ed esercitava nell'ambulatorio di screening della cervice di 2° livello (Colposcopie).
Faceva inoltre parte del gruppo di medici che si occupano delle isteroscopie ed era la referente per la SOC per il controllo delle Cartelle cliniche e delle SDO.
2. "L'estate scorsa passata a farsi tutti i week end dentro…". Nel periodo estivo 1 giugno-30 settembre le presenze in servizio nei week end della dottoressa Magrini risultano in linea con quelle degli altri colleghi. 3. "A causa di due colleghi andati in pensione…" . Attualmente nessun medico è ancora andato in pensione. Un medico andrà in pensione dal 1° aprile; attualmente sta godendo dei giorni di ferie maturati e la sua posizione è stata anticipatamente coperta con l'assunzione a gennaio di una Dirigente Ginecologa. Nel mese di agosto andrà in pensione una ulteriore unità. Attualmente è in itinere un concorso per assunzione a tempo indeterminato di Ginecologi. Un paio di professionisti hanno chiesto, nell'ultimo mese, un incontro al vertice della SOC mostrando interesse per una possibile impiego presso San Daniele. Qualora dovessero superare la prova d'esame con esito positivo sarebbero risorse adeguate a colmare i vuoti lasciati dalla dr.ssa Magrini.
4. "Non aver ricevuto dalla direzione almeno una chiamata". Quando la dottoressa Magrini è venuta ad annunciare la sua volontà di dimettersi per scelta personale (seguire la famiglia) le è stato proposto da parte del Primario la possibilità di farla uscire dal turno pur di non perdere la sua figura professionale. Le era stato proposto di seguire le attività ambulatoriali a Codroipo e Gemona e di continuare a seguire l'ambulatorio di Colposcopia.
Dopo alcuni giorni di riflessione comunicava di aver ormai intrapreso quella scelta e di non voler tornare indietro. Successivamente veniva contattata anche dalla Professoressa Driul, capo dipartimento, che le proponeva di uscire dal turno e di impiegarla nei distretti dell'Azienda. Questo sempre per permettere una vita regolare con attività lavorativa senza notti, fine settimana e festivi. Anche questa proposta è stata rigettata.