Torna in classe la ragazzina ferita dalle due amiche
È tornata a scuola la tredicenne ferita a colpi di forbici da due compagne di classe. Sta bene, la mano destra è immobilizzata dopo l’intervento al tendine lesionato dai colpi, ma si riprenderà. Non è stato facile, ma la giornata di ieri sarà una delle tante giornate di ritorno alla normalità, una normalità, per una ragazza di tredici anni, che deve essere fatta di scuola, l’ansia per gli esami di terza media, i giri in piazza e la musica in cuffia. Certamente, non di traumi, di rabbia e rancore.
«È esattamente il percorso che mia figlia e noi con lei stiamo facendo - ci racconta la mamma, con grande equilibrio - Ieri mia figlia è tornata a scuola. Ora si butterà a capofitto sugli esami di terza, poi andrà al liceo classico. E già dalla prossima settimana riprenderà le lezioni di pianoforte con la sua insegnante, almeno con la mano sinistra. Voglio proprio ringraziare tutti: insegnanti, dirigenti, i compagni di classe per averle fatto vivere un rientro tranquillo, normale. E’ stata fatta entrare dieci minuti dopo per evitare capannelli e curiosità. Per il resto, mi sembra che tutto si sia svolto in modo tranquillo. Devo anche ringraziare il sindaco Gazzani, per la vicinanza, per la persona sensibile che si è mostrata e tutto il Comune, per il sostegno che ci ha fornito fin dal primo momento».
Quello che è successo il 25 febbraio scorso è terribile: due ragazzine di solo tredici anni che tendono un agguato ad una loro compagna di classe e la colpiscono a colpi di forbici, procurandole gravi ferite che, solo grazie all’intervento di una passante, non si sono rivelate fatali.
Se fossero state maggiorenni, le due ragazze sarebbero accusate di tentato omicidio; avendo tredici anni non sono imputabili. Il giudice per i minori probabilmente deciderà di adottare qualche misura alternativa. E probabilmente termineranno la scuola da privatiste. Per il momento non ci sono stati contatti tra di loro e l’amica aggredita: «No, nessun contatto - conferma la mamma - Succederà ma adesso forse è troppo presto, sarebbe traumatico. Mia figlia ha bisogno ancora di un po’ di tempo. Ha bisogno di serenità, di andare avanti con la sua vita e lasciarsi tutto alle spalle. Non ha moti di rabbia, però preferisce non parlare di quanto successo nemmeno con noi genitori. Ma io mi auguro che possano andare avanti anche le altre due ragazzine, spero che ci sia anche per loro il momento del riscatto e che abbiano una vita serena. Sono davvero tanto giovani, deve essere così».