Ceratti lascia Forza Italia e chiude la sede «Io con Sertoli, no alle logiche spartitorie»
Ivrea
Non solo divisioni nello schieramento del centro destra, ma anche all’interno dei singoli partiti, in vista delle elezioni comunali di Ivrea.
In città a implodere, in particolare, è Forza Italia. Venerdì Vincenzo Ceratti ha detto basta: ha annunciato di dimettersi da segretario cittadino del partito del presidente Silvio Berlusconi. Anzi, è andato oltre. Invece di sbattere la porta, l’ha chiusa. La sede di corso Cavour, allestita a spese dello stesso Ceratti, è stata smantellata. Via tutte le insegne, via i manifesti del partito. Cosa è successo? È lo stesso Ceratti a spiegarlo: «Già da parte mia c’era malessere per come stavano andando le cose sul candidato sindaco di centro destra. Per me il candidato ideale era la vicesindaca Piccoli. Noi l’abbiamo detto a settembre. Fratelli d’Italia, al quale spetterebbe indicare il nome, ha nicchiato e continua a farlo. Bertot mi ha detto: “Ivrea spetta a noi e ci mettiamo chi vogliamo. Se l’assessore Casali dice no, candideremo Marco Neri”. Io a queste logiche spartitorie non ci sto. Amo la mia città e per lei voglio il meglio, dico no alle spartizioni di partito». La goccia che ha fatto traboccare il vaso di Ceratti sono state le dichiarazioni del consigliere regionale di Forza Italia Paolo Ruzzola: «Io avevo detto, in sintesi: “Se la Piccoli non va bene, allora meglio tornare su Sertoli”. È intervenuto Ruzzola, vicecoordinatore regionale, smentendomi pubblicamente, senza neanche avvisarmi. Io gli ho mandato un messaggio molto duro, sottolineando tra l’altro che il coordinatore regionale Rosso la pensava come me. E annunciando le mie dimissioni. A causa di questa situazione di continui veti incrociati dei partiti penso sia chiaro che se la città cadrà nelle mani della sinistra, la responsabilità non sarà del sottoscritto, che si è dimostrato inclusivo e sopra i personalismi». È paradossale che Ceratti si sia dimesso per difendere la scelta Sertoli, quando fino a qualche mese fa aveva pubblicamente avversato il sindaco uscente: «Sertoli l’ho criticato – dice – , ma poi ci siamo chiariti. Se lavoreremo insieme in futuro, faremo tesoro dell’esperienza. Cosa farò? Potrei starmene fuori, consigliare di votare Sertoli o fare una lista in suo appoggio: decideremo».
Sul fronte di Forza Italia interviene anche l’ex senatore Virginia Tiraboschi, che aveva indicato Sertoli come candidato sindaco nel 2018: «Il centrodestra è bene che vada unito per sfidare il centrosinistra in una condizione che è completamente diversa da quella del 2018. È per questo che non credo che Sertoli sia il candidato vincente. Sta a Fratelli d’Italia proporre il nome che sfiderà Chiantore. La valutazione con gli altri partiti si sposta a livello provinciale dove si dovrà decidere sulla terna Ivrea, Pianezza e Orbassano. Penso che Forza Italia debba sostenere a Ivrea Elisabetta Piccoli. È evidente che se Forza Italia esprimesse Piccoli a Ivrea, entrerebbero in gioco gli equilibri tra i partiti a livello provinciale, che non dovrebbero mai prescindere dalla qualità dei candidati. Oggi le carte non si sono ancora scoperte totalmente, a breve qualcosa succederà perché i tempi sono stretti».
Resta in attesa la Lega, a nome della quale parla il deputato Alessandro Giglio Vigna: «Siamo dispiaciuti e amareggiati della situazione, ma ribadiamo che il centrodestra deve andare unito. Ivrea era "sotto una campana di vetro": in quanto Città con amministrazione uscente di centrodestra, con la candidatura Sertoli era fuori dai tavoli delle trattative. Ci spiace e siamo amareggiati del fatto che con le incomprensioni fra i civici (Sertoli e Borla) e Fratelli d'Italia, si sia rinunciato al sindaco uscente. Così la campana di vetro si è rotta e Ivrea è stata trascinata sul tavolo delle trattative: qui tocca a Fratelli d’Italia fare il nome del candidato sindaco, che dovrà essere ovviamente avallato dagli altri partiti. Dopo un’esperienza amministrativa in cui sono stati portati tanti risultati anche dai nostri assessori e consiglieri ci prepariamo ad affrontare una campagna elettorale nel rispetto del patto nazionale che vede il centro destra dei partiti correre unito. C’è l'amaro in bocca per la situazione e siamo molto lontani dall'entusiasmo del 2018. Faremo comunque del nostro meglio per tradurre in consenso i risultati ottenuti».