Bando Movicentro Ivrea, più di 600 mail dei cittadini per lo Zac al sindaco: «Siamo indignati, si fermi tutto»
IVREA. Più di 600 cittadini e cittadine hanno chiesto alla giunta Sertoli di sospendere la procedura per il bando per affidare i locali occupati dallo Zac al Movicentro di Ivrea. È uno degli ultimi atti che rischia di spaccare la città, tra le preoccupazioni per la fine di un periodo di rivitalizzazione e di rinascita dell’area messa in atto dall’attuale gestione e la messa in regola di alcuni aspetti tecnici da parte del Comune. Questa sera, lunedì 13, alle ore 21, si terrà nell’atrio del Movicentro un incontro urgente per discutere del futuro dell’area e a indirlo è la cooperativa Zone attive di cittadinanza (Zac) che attualmente ne gestisce gli spazi e invita i cittadini a prendervi parte.
L’appello della cooperativa
La richiesta di interruzione dell’iter avviato dalla giunta arriva dalla cooperativa che gestisce gli spazi: «Su nostra richiesta l’8 marzo abbiamo avuto un incontro con il sindaco e la vicesindaco e siamo stati informati della volontà di procedere in tempi brevissimi a una manifestazione di interesse per l’assegnazione degli spazi del Movicentro. Perché siamo indignati?Innanzitutto per il grande silenzio che ha preceduto questa comunicazione e per il fatto di non essere stati in nessun modo ascoltati: in questi anni, infatti, abbiamo sempre avuto la sensazione di essere un problema e non un’opportunità per la città. Il progetto di Movicentro che ci è stato comunicato non tiene in nessuna considerazione quello che lo Zac! ha fatto in questo spazio per la cittadinanza negli ultimi 8 anni, trasformando il Movicentro da un non luogo a un punto di riferimento per la città. Siamo stufi di sentire dai nostri detrattori, alcuni dei quali amministratori di questa città, che lo Zac è un bar: siamo a tutti gli effetti una realtà di carattere socio-culturale, e a detta di tutti gli autorevoli enti che finanziano i nostri progetti siamo tra le esperienze più innovative a livello regionale e nazionale, in grado di dare risposte concrete alle esigenze di protagonismo giovanile e di disagio sociale. La proposta di Movicentro presentata, he prevede affidamenti separati per i vari spazi ed esclude ogni utilizzo dell’atrio, non ci consente di mantenere la nostra identità di presidio civico e culturale, cioè uno spazio di aggregazione dove le attività educative, sociali, culturali e di intrattenimento si sovrappongono e si contaminano, rafforzandosi le une con le altre. Una decisione così divisiva non si prende a 2 mesi dalle elezioni comunali, senza una seria riflessione e un vero progetto per la gestione a fini sociali di questo immobile. O forse è proprio questo l’obiettivo? Restituire alla città un semplice atrio della stazione dove invece si era costruito un progetto di cittadinanza attiva e di inclusione sociale? Chiediamo di sospendere questo iter e che il futuro del Movicentro nasca da un serio confronto partecipato che coinvolga tutta la cittadinanza».
Il progetto della giunta
Secondo la vicesindaca e assessore al Bilancio Elisabetta Piccoli i primi tasselli da sistemare per poi promuovere un bando sono di carattere tecnico. «L’idea di promuovere un bando per la gestione dei locali del Movicentro è di tutta la giunta ed è necessario fare una distinzione tra il suo utilizzo e ciò che di esso va regolamentato. Il primo passo sarà frazionare le particelle e accatastare correttamente i diversi locali. L’attuale categoria E non consente, per esempio, l’utilizzo di un’area come bar e si dovrà procedere con il frazionamento di questa zona in categoria C1. In base alle attuali norme, infatti, l’attività commerciale non è conforme: inizialmente il bar doveva essere un supporto alle attività culturali, ma per l’attuale utilizzo, quello di una vera e propria attività commerciale, serve una differente regolamentazione, anche dal punto di vista contrattuale».
Per Piccoli è importante pure non perdere di vista la funzione del posto. «Il Movicentro è una stazione, un luogo di mobilità, e con Ivrea che diventa città turistica non dobbiamo dimenticare le esigenze di chi la frequenta: si pensa, ad esempio, ad un’area informativa che spieghi cosa è possibile vedere e raggiungere in città, ma anche ad una dedicata alla mobilità sostenibile, per esempio con biciclette elettriche a noleggio, ma anche uno spazio dedicato agli studenti, in cui possano attendere i mezzi pubblici e pure studiare. Non si intende, tuttavia, abbandonare la capacità di coniugare la mobilità agli aspetti sociale e culturale finora portata avanti dalla cooperativa».
Un altro aspetto non indifferente per le casse comunali riguarda le spese di gestione. «Attualmente il Comune spende circa 120mila euro annui per la pulizia, l’affrescamento e il riscaldamento: il bando punterà ad ottimizzare i costi, in modo che non ricadano tutti sul Comune. Sarà previsto pure il pagamento di un affitto, oggi non corrisposto, ma necessario in presenza di un’attività commerciale, i cui costi, tuttavia, potranno essere abbattuti fino al 50% sulla base dei servizi offerti alla cittadinanza. Il bando permetterà anche ad altri di poter ambire alla gestione degli spazi, così come potrà prendervi parte la cooperativa che li gestisce ora e, se si riaggiudicherà l’appalto, proseguire le attività con una regolamentazione al passo con le attuali norme».
Pro e contro
Tra chi appoggia il bando ci sono Azione e Italia viva dell’area omogenea Eporediese: « I beni pubblici come il Movicentro devono rendere un servizio ai cittadini al di fuori di ogni ideologia ed essere flessibili al mutare dei tempi e, perché no, valorizzare una parte del Movicentro come sportello operativo per le forze dell'ordine, la sanità locale o le attività commerciali, mantenendo vive le attività culturali e sociali». La cooperativa, invece, ha l’appoggio di tutto il campo progressista e ha commentato quanto sta accadendo il candidato a sindaco del centro sinistra Matteo Chiantore: «Siamo arrabbiati per quello che sta succedendo allo Zac».