Ristori, l'appello delle categorie: «Destinare i nuovi sostegni dello Stato a chi è stato costretto allo stop totale»
UDINE. Da domani partono le domande per ottenere gli aiuti di Stato previsti dal Dl Sostegni, che ha una dotazione finanziaria di 32 miliardi di lire. Ma il Governo e soprattutto le categorie economiche danneggiate dalle chiusure per l’emergenza sanitaria, guardano già oltre. Precisamente ad aprile, quando sarà varato dal premier Draghi e dal ministro dell’Economia Franco, un nuovo stanziamento, si parla di 20 miliardi di euro, da destinare appunto alle partite Iva (15 mila solo in Friuli Venezia Giulia) che più di altri portano il peso della crisi economica.
Ma anche all’interno del vasto mondo del terziario, c’è chi sta soffrendo di più. E che avrà bisogno, proprio adesso, di maggiori aiuti. Il presidente di Confcommercio regionale Giovanni Da Pozzo stila un elenco di coloro che dovranno avere un occhio di riguardo, proprio perchè più colpiti degli altri.
«Partendo dal dato di fatto che i ristori stabiliti di recente sono insufficienti - osserva il presidente dei commercianti - , è chiaro che le categorie che nel prossimo giro di sostegni dovranno avere più risorse, sono quelli completamente chiusi. Vale a dire bar, ristoranti, settore alberghiero, che con la stagione montana persa dall’inizio alla fine è il più colpito. E ancora il settore moda, fashion, abbigliamento e scarpe, accessori, una filiera che ha un numero di attività elevatissime, con un problema di stagionalità. I negozi di abbigliamento hanno i magazzini pieni, il periodo pasquale e la campagna degli acquisti primaverile sono già in archivio senza un introito, ma in compenso poi la merce acquistata non viene più venduta perchè le stagioni e le mode cambiano. Nel novero di chi sta soffrendo di più c’è anche il wedding e gli eventi: chi vende i prodotti, ma anche chi affitta le strutture, i fotografi e quant’altro. E’ un mondo amplissimo, basta fare un giro nelle città, loro sono allo stremo. Già a Udine ci sono negozi che sono chiusi, si notano tante serrande abbassate. Chi è titolare di piccole e medie aziende è in grande difficoltà, ma anche i big stanno stringendo i denti, sono al limite. Ci sono tantissimi commessi e lavoratori, specialmente donne che gravitano nei settori più danneggiati. Le perdite in un mese e mezzo di stop sono ingentissime, sarà dura risollevarsi una volta che ripartiremo».
C’è preoccupazione anche da parte del numero uno di Confartigianato regionale Graziano Tilatti. «C’è sicuramente bisogno di un ulteriore intervento da parte dello Stato - spiega - . La Regione, del resto, ha fatto più di quanto poteva e per questo va ringraziata. Adesso la partita è in mano allo Stato, confidiamo molto in Draghi, ha saputo trovare soluzioni per salvare l’euro, ci auguriamo che, vista la sua autorevolezza, possa pianificare la ripartenza in modo determinato. Con l’ultima tranche di ristori finalmente si è superato il meccanismo dei codici Ateco, ma credo che più che ristori c’è bisogno di una vera e propria pianificazione finanziaria per wedding, servizi alle persone, taxi, noleggio con conducente, turismo e ristorazione. Per esempio si potrebbe studiare l’erogazione di una cifra uguale a un anno di fatturato, quello del 2019, garantito da Mediocredito centrale con i Confidi, da restituire in 20 o 30 anni a tasso zero e poi fare ristori anno per anno se c’è la necessità. E ancora, per queste categorie, pianificare il pagamento delle imposte e delle tasse, con una delega alla banca che possa pagare fornitori, dipendenti, oneri, in modo da rimettere in moto un circolo virtuoso. E naturalmente accelerare con le vaccinazioni per riaprire in sicurezza tutte le attività nel più breve tempo possibile. Altrimenti rischiamo una grande perdita di tutte queste attività, che potrebbero non trovare più sbocchi sul mercato».