Mantova, il cantiere infinito del Frassino aspetta l’ok del tribunale di Brescia
MANTOVA. Un cantiere infinito. È quello per la riqualificazione della piazza del Frassino aperto dai privati come pagamento degli oneri di urbanizzazione nell’ambito del piano Ghisiolo Est, e mai completato. Dall’estate scorsa i lavori sono fermi e la piazza è rimasta ingabbiata, così come gli abitanti e le attività economiche che vi si affacciano, tra le proteste di tutti.
Già la pandemia, nella primavera dell’anno scorso, aveva causato difficoltà ai lavori e poi provocato il loro blocco; a questo si sono aggiunte la scomparsa improvvisa dell’imprenditore Pierfrancesco Belfanti, amministratore della Ghisiolo srl, società lottizzante, e una serie di provvedimenti del Tribunale di Brescia nei confronti della stessa, tra cui la nomina di un custode giudiziario delle azioni societarie. Per ripartire quel cantiere ha bisogno del semaforo verde del Tribunale: «Noi abbiamo fatto tutto il possibile sollecitando il nuovo amministratore» dice il Comune rispondendo al capogruppo di Forza Italia, Pierluigi Baschieri.
Il quale da tempo incalza il sindaco su questo punto: «Nell'ultimo anno il recupero della piazza del Frassino si è trasformato in un incubo per i residenti e per i pochi commercianti rimasti a servire il quartiere» afferma, rilevando la «coesistenza difficile con un cantiere iniziato il 2 settembre 2019 e che doveva essere concluso entro la primavera 2020. Un restyling rimasto a metà».
«È da un anno che non si vede un operaio al lavoro – spiega Baschieri – Impossibile non schierarsi con chi abita lì e ci ha interpellato più volte per trovare una soluzione e riprendere quanto prima le opere interrotte bruscamente a causa della scomparsa del titolare della Ghisiolo Srl». I lavori ammontano a 827mila euro e rientrano come oneri di urbanizzazione del piano Ghisiolo Est.
Baschieri descrive uno «scenario desolante» con «la viabilità stravolta, le strade chiuse, transenne ovunque, macchinari edili abbandonati, ammassi di porfido accanto alla strada, manti stradali sconnessi, fermate degli autobus soppresse e una chiesa ingabbiata. E anche la ciclabile Frassino-Virgiliana appena iniziata sembra distante anni luce dalla meta». Chiede al Comune di «fare chiarezza» e di dire «una volta per tutte se il custode giudiziale, che ha preso in mano la vicenda societaria, intende riprendere in tempi rapidi il cantiere».
E suggerisce: «Se ci sono degli inghippi tanto vale escutere la fideiussione e procedere in autonomia per completare i lavori con nuove ditte. A distanza di un anno mi sembra il minimo per un quartiere che doveva essere rilanciato e, invece, si trova zavorrato più di prima».
Il Comune così spiega la situazione in corso: «Al contesto già complesso a causa di passaggi critici come l’esproprio delle aree per la ciclabile, le difficoltà di consegna del materiale a causa del Covid, si è aggiunto il decesso dell’amministratore della società Ghisiolo srl che deve portare a termine le opere. Questo ha comportato un primo arresto delle attività di cantiere le quali, una volta riprese, sono state nuovamente interrotte , in conseguenza dei provvedimenti adottati dal Tribunale di Brescia nell’ambito di un’indagine in capo al medesimo».
Successivamente, il Tribunale ha dapprima nominato un custode giudiziario delle azioni della società e, a metà ottobre 2020, è stato nominato un nuovo amministratore. «L’amministrazione comunale - si legge in una nota - alla fine di ottobre ha convocato il nuovo amministratore appena nominato per un incontro con il settore lavori pubblici a cui è seguita un’ispezione del cantiere. In novembre il Comune ha inviato una relazione con la descrizione dei disagi più volte segnalati dai cittadini. Nel gennaio scorso si è svolto un nuovo incontro tra sindaco, assessore, dirigente e funzionari dei lavori pubblici e rappresentanti della società , dove si è individuata una possibile via per far ripartire i lavori.
Il 4 marzo il Comune ha inviato l’ultima pec all’amministratore della società allegando una relazione tecnica relativa alla pericolosità determinata dall’interruzione delle attività di cantiere, sottolineando la necessità di intervenire urgentemente per il completamento dei lavori». Ora «l’ultima decisione spetta al Tribunale di Brescia».