Il vigile urbano si fa in tre: per Barone, Candia e Orio
BARONE CANAVESE. Si fa in tre l’unico vigile urbano in servizio a Barone Canavese. Dario Franceschi, 45 anni, da 20 agente di polizia municipale si divide tra Barone, Comune in cui è assunto, Candia e Orio.
Paesi con cui da anni sono in vigore due convenzioni ad hoc per il servizio associato di polizia locale. Se Candia ha anche un suo vigile, Orio si appoggia completamente a Dario Franceschi, anche come messo notificatore. E nessuno si lamenta.
«I tre Comuni, – spiega il sindaco di Barone Alessio Bertinatto – che insieme fanno poco meno di tremila abitanti, mettono a fattor comune diversi servizi per ottimizzare le risorse: nessuno ci rimette e tutto viene diviso».
Anche gli introiti delle multe vengono ripartiti ed utilizzati per interventi di manutenzione e per l’acquisto di nuova segnaletica. In pratica è come se fossero un’Unione, mantenendo ciascuno la propria identità. Così come accadeva ai tempi della comunità collinare Terre dell'Erbaluce: la prima a a nascere in Canavese, e la prima ad essere sciolta nel 2012.
In tema di circolazione stradale, a Candia, il servizio è condiviso con una pattuglia e due agenti in servizio lungo l’asse della statale 26 per controllare il rispetto dei limiti di velocità, e nell’area del parco per il rispetto delle soste e la tutela dei pedoni. Soprattutto il fine settimana, quando, ante Covid, il paese lacustre è preso d'assalto da migliaia di villeggianti. Ma è a Barone che Franceschi dedica la maggior parte delle sue ore di lavoro. Ora sarà il responsabile del sistema di videosorveglianza.
«È il mio braccio operativo - sottolinea Bertinato - insieme abbiamo sviluppato il progetto per l’installazione delle telecamere». Sono dieci di moderna generazione in grado di leggere le targhe delle auto anche in orario notturno. Nei prossimi giorni saranno collocate nelle vie di accesso al paese ed in alcune zone di campagna per contrastare l’abbandono di rifiuti ed i furti nelle abitazioni. Ma saranno utili anche per scoraggiare episodi di vandalismo ai danni di beni pubblici e per la sicurezza urbana, con particolare attenzione a coloro che più necessitano di attenzione: bambini, giovani e anziani. .«Le abbiamo acquistate con risorse del Comune -aggiunge il sindaco - investendo 22mila euro. Essendo un piccolo paese di 800 abitanti, eravamo finiti in coda alla graduatoria dei bandi della Prefettura».
I nuovi occhi elettronici andranno a sostituire quelli installati nel 2014 per i quali era stato approvato il regolamento per il corretto utilizzo del sistema di videosorveglianza, non più adeguati alle esigenze attuali. —
Lydia Massia