Basta giocare a rimpiattino col virus: il concetto del vaccino obbligatorio per medici e infermieri
Un concetto chiaro, poche parole, a lungo attese e per almeno un anno nascoste con cura, da altri, nelle pieghe dell’equivoco. Dodici mesi fa fu per diffidenza, ignoranza, calcolo politico. Venivamo da una stagione di disastrose discussioni intorno alle vaccinazioni per i bimbi. Ricordate? Il governo scelse l’equilibrismo per non spiacere ai 5 Stelle, allora ebbri di consenso elettorale e desiderosi di strizzare l’occhio alla vasta area no-qualunque-cosa imposta dallo Stato.
La pandemia ha illustrato con i fatti che scienza, ricerca, medicina sono più forti di un post asinino trovato su un gruppo Facebook. Conte 1, Conte 2, Draghi. Davanti al Paese il nuovo presidente del Consiglio ha spiegato quel che per via giudiziaria inizia ad apparire. Se sei un medico, un infermiere, un assistente e rifiuti il vaccino il tuo posto non è in una corsia d’ospedale o nelle stanze di una casa di riposo. Il ministro Speranza annuncia di voler scrivere un testo che possa limitare la libertà di scelta dei lavoratori della sanità, di quelli pubblici innanzitutto. Fa bene e avrebbe, semmai, dovuto intervenire prima.
Qui non si tratta di impedire agli individui di esercitare la propria libertà. Si intende evitare che questa idea di libertà si trasformi nel veicolo di propagazione del virus. Nel patto sociale che lega i lavoratori messi al servizio dei cittadini, pagati dallo Stato, deve essere preminente la difesa del beneficiario delle cure. Chi accetta, volontariamente, di partecipare a un concorso e di occuparsi della salute degli altri non può ritrarsi poiché con quel gesto rifiuta il valore della competenza professionale che ha accettato di mettere in pratica. Vaccinarsi, per queste categorie, serve anche a manifestare vicinanza alle migliaia che soffrono in ospedale o a casa. Troppo spesso muoiono. Per loro il vaccino non è arrivato. Nel frattempo altri, pochi, che potrebbero e dovrebbero immunizzarsi giocano a rimpiattino col virus.
Beccati.