Birmania, polizia spara al funerale di una delle vittime degli scontri di sabato
Le forze di sicurezza birmane hanno aperto il fuoco sulla folla in lutto al funerale di una delle 114 vittime di ieri, il giorno di protesta più sanguinoso dal colpo di stato militare del primo febbraio. La sparatoria è avvenuta nella città di Bago, vicino a Yangon. «Mentre cantavamo la canzone della rivoluzione, le forze di sicurezza sono arrivate e hanno sparato, noi siamo scappati», ha raccontato una donna di nome Aye.
Due persone sono state invece uccise oggi durante le proteste in diverse altre città della Birmania all'indomani della dura repressione di ieri, la peggiore dal golpe cui l'esercito ha destituito il governo democraticamente eletto e guidato da Aung San Suu Kyi (che è agli arresti da allora). Fra le vittime ci sono anche bambini, uno di 5 anni e una di 13, secondo i media locali. Lo spargimento di sangue è giunto nella giornata annuale che celebra l'esercito della Birmania. In vista delle proteste, il venerdì sera la tv di Stato MRTV aveva lanciato una minaccia ai giovani, in prima linea nelle contestazioni, avvertendoli del rischio di ricevere spari alla testa o alla schiena, come già avvenuto a molti uccisi durante le manifestazioni. Unanime la condanna della comunità internazionale che ha chiesto alla giunta militare di fermare il massacro.