Mostra bovina scippata a Cremona, scontro Confagri-Coldiretti e agricoltori delusi
MANTOVA. Il fiera-gate crea scompiglio anche nel Mantovano. La decisione di Anafij (Associazione nazionale allevatori della razza Frisona e Jersey) di spostare a Montichiari la Mostra nazionale della frisona non piace agli allevatori, o almeno non a tutti.
L’annuncio del cambio di sede è stato dato nei giorni scorsi, in una conferenza stampa congiunta, dall’associazione degli allevatori e dalla Coldiretti, alla presenza dell’assessore regionale Fabio Rolfi: dal 5 al 7 novembre, il Centro fiere del Garda di Montichiari ospiterà una fiera agricola-zootecnica che avrà tra gli eventi clou proprio la mostra della Frisona.
All’incirca un mese dopo, Cremona avrà la sua Fiera internazionale del bovino da latte (dal 2 al 4 dicembre), che però sarà zoppa, perché privata della rassegna di punta. Alla Mostra nazionale partecipano, di solito, circa 300 vacche frisone e una cinquantina di Jersey, da un centinaio di allevamenti.
Mentre non giungono dichiarazioni dalla Coldiretti locale (il presidente, Paolo Carra, è irraggiungibile), Confagricoltura alza la voce. «Questa è un’ulteriore conferma di quanto poco si tenga conto della volontà degli allevatori - commenta il presidente, Alberto Cortesi - Le decisioni sono prese dall’alto per le strategie politiche di un sindacato agricolo. Tra gli allevatori della mia generazione c’è grande rammarico. Per i professionisti delle fiere non cambierà molto. Ma a Cremona c’è sempre stata la cultura della selezione di questa razza e c’è, da sempre, un grande substrato di allevatori che supportano la fiera. Ma ora Anafij è sostanzialmente gestita da Coldiretti. Per questo Confagri ha promosso la nascita di Fris.Ital.i, associazione indipendente. Siamo già in duecento e a fine anno saremo operativi».
C’è rammarico anche nelle parole di Davide Errera, l’allevatore di Borgoforte che ha vinto le ultime due edizioni della mostra e che fa conquistare medaglie all’Italia in giro per il mondo. «È un peccato - dice -. Cremona era un punto di riferimento fisso anche per l’Europa. Come Madison negli Usa e Toronto per il Canada. Si rompe una collaborazione: di 75 edizioni, le ultime 68 sono state realizzate con Anafi. Ora c’è da vedere come riuscirà, la fiera del Garda, a organizzare logistica e servizi. Credo che qualcuno deciderà di non partecipare».