Ferrara, l’odissea di un pensionato per una gastroscopia: «Liste chiuse tramite Cup. A pagamento in tre giorni»
FERRARA. «Sono rimasto in ballo per oltre dieci giorni per una gastroscopia. Giri su giri per un esame con priorità B (breve) per il quale mi dicevano che non c’era un posto disponibile. A pagamento, però, avrei potuto averlo entro tre giorni». S., paziente ferrarese di 71 anni, racconta sconfortato la sua storia: cercava un appuntamento con lo specialista che ha ottenuto per lunedì scorso, dopo una piccola odissea tra i servizi di prenotazione dell’Asl.
DA UN POSTO ALL'ALTRO
Un paio di settimane fa, per un problema di ulcere all’esofago, S. si è rivolto al Cup attraverso il servizio erogato da una farmacia per chiedere l’accesso a un esame diagnostico da eseguire entro 10 giorni. «Mi hanno risposto che le liste erano chiuse e non c’era disponibilità per il periodo richiesto», racconta l’uomo, che dopo quella risposta non si è perso d’animo. Ha infatti composto in numero verde raccomandato dall’Asl. Ma il risultano non si è discostato molto da quello precedente.
«Chiamavo tutte le mattine – ricorda S. – ma la risposta era sempre la stessa: “Agende chiuse”». La ricerca telefonica è proseguita per alcuni giorni, «fino a quando la ricetta del medico utilizzabile per la prenotazione è scaduta». A quel punto si è reso necessario un nuovo passaggio dal medico di base che ha rinnovato l’impegnativa, aggiunge S.. Munito di una nuova richiesta l’uomo ha raggiunto questa volta il Centro servizi dell’ospedale di Cona, ma anche dal Sant’Anna il pensionato è uscito senza un appuntamento per l’esame prescritto. Altro viaggio-spedizione, quindi, verso la Cittadella della Salute di Ferrara, in corso Giovecca, per mettersi in contatto con il Centro per la Tutela dei diritti del malato.
«La gentilissima responsabile – ricorda S. – mi ha risposto che a lei le liste risultavano aperte». L’uomo ha compilato un modulo e si è rivolto all’Urp, l’Ufficio relazioni con il pubblico. In quell’ufficio finalmente ha ricevuto una comunicazione che ha aperto uno spiraglio: «La chiameranno a casa e potrà fissare l’appuntamento». E così è stato.
Il pensionato, poco dopo aver fatto rientro, ha sentito squillare il telefono e ha potuto segnare la data dell’esame che ha effettivamente svolto lunedì scorso, 22 marzo, all’ospedale del Delta, a Lagosanto. Prima di chiudere la vicenda e puntare l’attenzione sul risultato del test, «nello stesso giorno della prenotazione andata a buon fine – aggiunge l’uomo – ho telefonato per chiedere la stessa prestazione in regime di libera professione. Al costo di 330 euro (contro una cifra molto più bassa per la gastroscopia prenotata tramite Cup) l’esame era disponibile dopo tre giorni. Per averlo, utilizzando il canale di prenotazione ordinario, ho impiegato invece una settimana in più». L’Asl da tempo ripete che le agende «non sono chiuse» ma visibili solo per il periodo riferibile alla tempistica indicata dalla prescrizione (urgente, differibile etc.). L’utente viene quindi invitato a «richiamare» o «ripassare»; in casi particolari a rivolgersi all’Urp. Le manifestazioni di disagio sono però piuttosto frequenti. Per quanto riguarda l’aderenza delle liste d’attesa agli standard regionali (visita specialistica entro 30 giorni ed esami entro 60 giorni) l’osservatorio regionale indica, tra il 15 e il 21 marzo, una certa difficoltà a coprire in provincia le richieste per la gastroscopia (poco più del 50% entro i tempi previsti). —
Gi.Ca.
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