Vaccini in Toscana: fragilissimi al palo, le nuove dosi Pfizer destinate agli over 80
PISA. I fragilissimi dovranno aspettare. Ancora. Perché le dosi in arrivo in Toscana, tutte Pfizer, non sono per loro. Serviranno per completare la vaccinazione della popolazione ultraottantenne, con priorità – come chiarito in questi giorni, dopo la segnalazione de Il Tirreno – agli ultraottantenni con situazioni di fragilità dal punto di vista clinico. Neppure una goccia di vaccino è destinata a chi ha meno di 80 anni, rimasti fuori dalle prenotazioni aperte martedì sera alle 19 sul sito della Regione e andate esaurite dopo poco più di un’ora: 15mila dosi di Moderna a fronte di circa 80mila richieste di vaccinazione di persone estremamente vulnerabili. Di contro, conferma il presidente della Regione Eugenio Giani, sarà possibile accelerare per gli over 80 tutti protetti entro il 25 aprile «se Draghi – afferma Giani – manterrà la promessa fatta». Di mandare i vaccini.
IL CASO FRAGILISSIMI
Al momento sono due le domande in attesa di risposta per chi, già ammalato e a rischio di conseguenze gravi o mortali in caso di infezione da Covid: quando potrà tornare a prenotare il vaccino, dopo essersi già registrato sul portale regionale? E come si potrà prenotare? Le risposte non ci sono. O meglio. Sul come «ci stiamo lavorando, anche oggi (ieri, ndr) abbiamo avuto un incontro sulle modalità con le quali procedere perché parliamo anche di persone fragilissime alle quali dovremo portare il vaccino a casa». Ma sul piano organizzativo la rete territoriale dei servizi sanitari, vedi il caso delle Usca (le squadre speciali di assistenza domiciliare, ndr) ormai ben rodate, non sembra quello più problematico. E sul tema c’è già ampia disponibilità a dare una mano da parte del sistema di protezione civile. In questo come in altri casi manca il “cosa”: i vaccini. Tanto che allo stato attuale il portale web che la Regione ha dedicato alle prenotazioni per i fragilissimi non consente più di fissare appuntamenti ma solo di registrarsi in attesa dell’arrivo di nuove dosi.
OVER 80
Martedì la Toscana riceverà circa 80mila dosi di Pfizer, interamente destinate alla popolazione ultraottantenne. «Abbiamo l’obiettivo – spiega Giani – su 320mila ultra ottantenni, di somministrare 200mila prime dosi, con una copertura superiore al 60% da qui a Pasqua. È un obiettivo fondato perché partiamo dal fatto che fino ad ora sono 110mila gli over 80 ad aver ricevuto la prima dose a cui si aggiungono altri 15mila anziani nelle Rsa che hanno già avuto prima e seconda dose. Per gli altri circa 80mila abbiamo già fissato gli appuntamenti con i medici di base e attendiamo per martedì le dosi di Pfizer». Per la copertura totale della popolazione più anziana «il 25 aprile, è un obiettivo sul quale mi sono speso – dice Giani – siamo stati la prima Regione, oggi in Italia sono in tutto 4, a raggiungere il 100% delle vaccinazioni in Rsa come prima e seconda dose: rivendico questa scelta. Come rivendico quella dei vaccini al personale sanitario che garantisce la funzionalità degli ospedali».
LE RAGIONI DI RITARDI
Ma perché allora c’è chi è più avanti della Toscana nella vaccinazione degli ultraottantenni? A rispondere ci prova il presidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo: «Uno dei punti più dibattuti riguarda l’utilizzo dei vaccini Pfizer che abbiamo utilizzato e stiamo utilizzando per operatori sanitari, personale non sanitario che lavora negli ospedali, ospiti e operatori di Rsa e over 80. Di questi la Toscana ne ha vaccinati 109.304 con una dose e 40.087 con due, su 331.921 persone. Siamo in ritardo rispetto alle aspettative che noi stessi avevamo, è vero. Ma adesso recuperare il terreno perso è la priorità assoluta». E siamo in ritardo perché «abbiamo vaccinato con due dosi il 93,37% dei 121.871 operatori sanitari (la media italiana è del 71,7%) e con due dosi l’80,5% dei 18.205 ospiti delle Rsa (la media italiana è del 69,7%) coprendo il 100% con la prima dose. Il governo e Pfizer ci avevano detto che sarebbe arrivato il doppio delle forniture. Invece è stato necessario fare una scelta: o dare la seconda dose ai medici e alle Rsa o la prima agli over 80 assumendoci il rischio che senza la seconda dose il vaccino potesse non avere la stessa efficacia». Siccome ospedali e Rsa sono stati i principali focolai «nelle ondate precedenti – evidenzia Mazzeo – abbiamo optato per la prima scelta. Dove si è scelta l’altra strada si sono vaccinati più over 80 ma nel Lazio è stato vaccinato con due dosi solo il 64% dei medici, in Campania solo il 48%, in Liguria il 58% e in Umbria il 50,6%. Se il governo ci avesse dati più dosi avremmo vaccinato molte più persone e molti più over 80». FI non è convinta di questa spiegazione e chiede di individuare i responsabili regionali dei disastri nella vaccinazione degli ultraottantenni oltre alla creazione di una «cabina di regia » condivisa con l’opposizione. E il consigliere regionale della Lega Marco Landi va anche oltre: annuncia un’interrogazione per sapere non solo quante dosi Pfizer sono arrivate in Toscana, ma anche a chi sono state somministrate. «In particolare sarebbe il caso di sapere quanti sono gli operatori sanitari in prima linea». —
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