Castelfranco, carrozzina per disabili buttata, sequestrata e poi rimessa a nuovo
CASTELFRANCO. Quella carrozzina per disabili buttata in mezzo a rifiuti e rottami non poteva essere schiacciata assieme alle lattine e agli altri metalli.
È stata questa la molla che ha spinto un’associazione del ferrarese ad attivarsi per trovare il modo di rimetterla a disposizione degli handicappati.
Il tutto è stato reso possibile grazie a Stefania Casari, titolare dell’ortopedia “Ortopedia Salute Più” di Castelfranco e a suo padre Aldino, che per primo ha avuto l’idea e ha fatto la proposta ai vertici dell’associazione Agriambiente di Ferrara con cui è impegnato.
Contestata la relativa sanzione amministrativa all’autore dell’abbandono, Casari ha pensato di raccogliere la carrozzina e coinvolgere la figlia. Da qui il progetto di ripristinare e dare nuova vita alla carrozzina, per poi donarla.
Per questo i volontari hanno proceduto al sequestro amministrativo del rifiuto.
Grazie alla titolare della sanitaria, Stefania Casari che si è accollata tutti i costi, sono stati ordinati i componenti da sostituire e oggi la carrozzina e completamente revisionata, certificata, sanificata, praticamente pari al nuovo. L’attrezzatura è perfettamente funzionante e svolge il suo lavoro senza nessun problema.
«Sin dall'inizio – spiega il presidente di Agriambiente Vittorio Baccino - volevamo sviluppare e realizzare il progetto, rimanendo nel territorio comunale dove era stato commesso l’illecito amministrativo dell'abbandono. Da qui, la decisione di rivolgerci all’assessore ai servizi sociali del Comune di Cento, Grazia Borgatti, che ha individuato il destinatario della donazione, ovvero i Servizi Sociali della gestione associata della zona».
L’assessore Borgatti ha quindi provveduto a portare a termine l’iter burocratico che si è concluso con delibera di giunta comunale del 11 febbraio scorso, con cui l'amministrazione comunale di Cento ha accettato di prendere in carico la carrozzina.
«Sono tanti - conclude Baccino - gli oggetti, seggiolini per auto, piccoli elettrodomestici, giocattoli, sedie, materassi, che di sera vengono abbandonati, il giorno dopo non ci sono più, perché qualcuno li va a raccogliere. Da qui, di fronte ad una carrozzina lasciata, abbiamo subito pensato alle tante persone che ne possono avere necessità, ma che non hanno i mezzi finanziari per poterla comprare o noleggiare. Per questo, dopo averla sistemata, l’abbiamo voluta donare». —