Rottamazione quinquies 2026: come aderire entro il 30 aprile, guida completa
Rottamazione quinquies 2026: come aderire entro il 30 aprile, guida completa
Mancano poco più di tre settimane. Il 30 aprile 2026 scade il termine per aderire alla rottamazione quinquies, la nuova definizione agevolata delle cartelle esattoriali introdotta dalla Legge di Bilancio 2026. Per chi ha debiti con il Fisco accumulati tra il 2000 e il 2023, è l’ultima chiamata per chiuderli eliminando sanzioni, interessi di mora e aggio di riscossione, pagando soltanto il capitale dovuto.
Cos’è la rottamazione quinquies e cosa c’è di nuovo
La rottamazione quinquies è la quinta edizione della definizione agevolata delle cartelle esattoriali. Come le precedenti, permette di estinguere i propri debiti col Fisco senza pagare sanzioni, interessi di mora e aggio. Il vantaggio principale rispetto alle edizioni precedenti è la maggiore dilazione concessa: fino a 54 rate bimestrali nell’arco di 9 anni, con piano che si estende fino al 2035. Sulle rate si applica un interesse del 3% annuo a partire dall’1 agosto 2026.
Possono aderire anche i contribuenti che erano già decaduti dalle precedenti rottamazioni — quater, ter, bis e saldo e stralcio — a condizione che i loro debiti rientrino nel perimetro della nuova misura.
Quali cartelle rientrano: i debiti ammessi
La misura riguarda i carichi affidati all’Agente della Riscossione nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. Ma non tutte le cartelle sono ammesse. Rientrano nella rottamazione quinquies esclusivamente i debiti derivanti da omessi versamenti di imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali e dai controlli automatici e formali dell’Agenzia delle Entrate, e i contributi previdenziali dovuti all’INPS, purché non derivino da accertamenti.
Sono invece escluse le cartelle derivanti da accertamento diretto, le multe stradali affidate a enti locali e alcune categorie specifiche di sanzioni amministrative.
Cosa si risparmia davvero aderendo
Il vantaggio è la cancellazione completa di sanzioni, interessi di mora e aggio di riscossione. Solo il capitale rimane. Su un debito da 10.000 euro con sanzioni e interessi accumulati che magari hanno raddoppiato l’importo originale, aderire alla quinquies significa tornare a pagare esclusivamente l’imponibile originario, rateizzandolo su quasi dieci anni.
Inoltre, dal momento della presentazione della domanda scattano importanti protezioni: l’Agente della Riscossione non avvierà nuove procedure esecutive e sospenderà quelle in corso. Il contribuente non è più considerato inadempiente ai fini del DURC e della regolarità fiscale.
Come fare la domanda entro il 30 aprile
La domanda va presentata esclusivamente online, sul portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Ci sono due modalità. La prima è attraverso l’area riservata, accedendo con SPID, CIE o CNS: il sistema mostra direttamente le cartelle rottamabili e consente di selezionare quelle su cui aderire. Dopo l’invio si riceve una email di conferma con allegata la ricevuta R-DA-2026.
La seconda è tramite area pubblica, senza credenziali: si compila il form allegando un documento di riconoscimento e indicando un indirizzo email non PEC. Dopo l’invio si riceve una prima email con un link da convalidare entro 72 ore. Se la documentazione è corretta, entro i successivi 5 giorni si può scaricare la ricevuta definitiva. Passati i 5 giorni, il link scade e occorre ripresentare la domanda.
È possibile aderire anche per una sola cartella, senza obbligo di includere tutte le posizioni debitorie. Chi ha situazioni di composizione della crisi da sovraindebitamento deve invece presentare la domanda via PEC con il modello DA-LS-2026.
Il piano di pagamento: le date da rispettare
Entro il 30 giugno 2026 l’Agenzia delle Entrate-Riscossione invierà la comunicazione ufficiale con il prospetto delle somme dovute e il piano di pagamento. Da quel momento si può scegliere tra il pagamento in unica soluzione entro il 31 luglio 2026 oppure la rateizzazione fino a 54 rate bimestrali con interesse al 3% annuo.
Il mancato pagamento anche di una sola rata, a differenza della rottamazione quater che prevedeva cinque giorni di tolleranza, comporta la decadenza automatica da tutti i benefici. I versamenti effettuati vengono considerati semplici acconti e il debito residuo torna a essere esigibile per intero.
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