NBA Freestyle | Gli Hornets sorprendono tutti (ma per i playoff non sembrano attrezzati). Zaccharie Risacher, che succede?
Sono sorprendenti questi Hornets?
Charlotte è una sorpresa? Si, se guardiamo a dove era e a come giocava nella prima parte della stagione. Certo, la loro posizione in classifica (noni a Est) non fa certo venire in mente come primo pensiero il ritorno ai fasti di Larry Johnson, Alonzo Mourning, Dell Curry, Kendall Gill e Muggsy Bogues. E se si guarda in modo oggettivo il roster, gli Hornets non sembrano attrezzati per fare così tanta strada nei playoff. Eppure, le statistiche dicono altro. Mistero dei numeri. Sono quarti nella lega per efficienza offensiva con 118,6 punti per 100 possessi. Sono sopra a squadre come i San Antonio Spurs e gli Oklahoma City Thunder, per dire. Appena fuori dalla top 10 (sono undicesimi) per efficienza difensiva.
Bella combinazione. Sono primi per triple segnate e terzi sia per percentuale da tre (38%) che per percentuale ai tiri liberi (81,8%). LaMelo Ball nelle ultime dieci partite sta regalando sprazzi di leadership, di talento, di follia, di irriverenza tecnica, di imprevedibilità. Sta segnando 22 punti di media con quasi il 40% da fuori. Gioca con una sicurezza nei propri mezzi enorme, crede di poter battere chiunque dal palleggio (e spesso ha ragione) e si prende con grande nonchalance anche le conclusioni da nove metri su un piede solo. Il rookie Knueppel la mette da oltre l’arco come se non avesse mai fatto altro nella vita (42%): eccovi servito il prossimo killer in uscita dai blocchi della NBA. Brandon Miller sta facendo una stagione di alto livello (20,2 punti di media con il 38,5% da tre), soprattutto giocando in modo molto disciplinato e assennato in attacco. Il futuro? Può succedere di tutto.
Zaccharie Risacher in calo
Dai, era stata una prima scelta per mancanza di talenti (o di talento). Un Draft, quello del 2024, tra i più poveri di sempre. Però, nel corso del primo anno, il giocatore francese di Atlanta aveva dato qualche concreta impressione di poter sperare in un futuro come 3&D (tiro da tre e difesa) di buon livello, considerando che con la palla in mano non sa proprio cosa farci e che se state cercando un creatore di gioco la sua porta è una delle ultime a cui dovreste bussare.
Rispetto alla stagione d’esordio, non brillantissima, Zaccharie Risacher si è addirittura involuto. È stato relegato in panchina. Non ha fatto vedere alcun miglioramento con la palla in mano, tantomeno nel palleggio e nell’uno contro uno. È più facile vedere Steph Curry schiacciare in alley-oop in testa a Gobert, che assistere a un tiro libero segnato dal giocatore degli Hawks (63,6%). Segna anche meno del primo anno. È sceso da 12,6 a 9,6 punti di media. Insomma, se immaginavate il prossimo Batum, la strada più che in salita è proprio verticale al momento.
Jalen Johnson e Alexander-Walker: punti fermi per il futuro di Atlanta
Due punti fermi per il futuro degli Atlanta Hawks sembrano invece Nickeil Alexander–Walker e Jalen Johnson. Il primo è passato da buon giocatore in uscita dalla panchina a Minnesota a vera e propria stella in rampa di lancio. Gran penetratore, tratta benissimo la palla, atletico e rapido in transizione, Alexander-Walker si sta confermando tiratore da tre con i fiocchi con il 40% in stagione e addirittura il 46,3% nelle ultime dieci partite giocate. Di punti ne segna quasi 21 di media e ti casca la bocca se pensi che lo scorso anno si era fermato ad appena 9,4 in maglia T-Wolves.
Ai tiri liberi, tra l’altro, potresti affidargli anche l’atto della casa di famiglia (90%). C’è materiale concreto per essere il giocatore più migliorato in stagione. Jalen Johnson, invece, è tutt’altro tipo di giocatore. Trattasi di realizzatore in avvicinamento di elevata qualità (22,6 punti di media), che prende caterve di rimbalzi per il ruolo (10,3 di media) e sa passare piuttosto bene la sfera (quasi 8 assist a partita). Giocatore ordinato, forse non così tanto appariscente, che garantisce sostanza e ha appena giocato il suo primo All Star Game. Atlanta è sesta a Est, farà i playoff, ma c’è da giurare che tutto quello che verrà oltre a un primo turno combattuto diventi “grasso che cola”.
That’s all Folks!
Alla prossima settimana.
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