Primarie, essere uniti non significa essere uguali. Piuttosto si parli dei voti degli astenuti
di Paolo Ghion
C’è una massa silente, una che urla ed una logorroica. Prima di capire chi è cosa, partiamo dal presupposto che difficilmente il governo cadrà ora. Del resto la guerra serve ai leader proprio per questo. Lo abbiamo visto con il gerarca israeliano e con quello americano, in scala minore perché non dovrebbe funzionare anche per gli altri? Circoscriviamolo storicamente come l’Olimpo dei necessari o forse l’isola dei famosi…
Alla vittoria del No al referendum, Giuseppe Conte lancia le primarie e il campo largo si ingrugnisce. Riflettere su questa congregazione sfuggevole, che per lungo tempo ha cambiato forma, membri e nome sui giornali, non è semplice e più ci provo, più mi viene l’ansia e non so se mi sono dimenticato com’è il concetto di aria oltre che di area. Si dirà che sono i sondaggisti caciaroni ad aggiungere Azione che non vuole saperne. Prima di parlare di campo largo, non era meglio scrivere due righe come fa l’industria sulle etichette, sul cosa contiene e cosa no? Perché se può contenere tracce di Italia Viva, credo l’elettore lo voglia sapere. Sia ben chiaro: non è che se si è intolleranti al lattosio al livello nazionale, si smette di esserlo a quello locale. Inutile poi storcere il naso e arroccarsi nell’angolo dell’ascensore.
La massa logorroica è quella politica e alla luce di un risultato compartecipato, ha già detto un sacco di roba: che il campo largo è totalmente impreparato ad un’elezione, dal momento che per allontanare le primarie, han detto prima di non avere un programma condiviso e poi di non essere neanche tanto uniti da permettersi tutto il resto.
Giorgia Meloni ringrazia, perché ha capito che ha lo spazio sufficiente per abbozzare (vedasi viaggio per riparare ai danni causati dal suo mentore), oppure anche nell’improbabile avvento delle elezioni anticipate, può giocare su un tempo ristretto come è stato per il referendum. La leader di Fdi sa che se per la riforma costituzionale si son mossi blocchi civili inaspettati, non è detto che la cosa accada per un’elezione alla luce dell’insensato spifferamento. Per quanto non condivida nulla delle idee retrograde, fallimentari e pericolose del Presidente del Consiglio, i leader dell’opposizione dovrebbero imparare da lei una sola cosa: la discrezione.
Potremmo ipotizzare che se a lanciare le primarie fosse stata Elly Schlein, probabilmente ci sarebbe stato molto più assenso. Lo fa Conte e subito si pensa di escluderlo con una figura inclusiva, un federatore tipo Bersani, che ricordo è quello che (in tempi remoti è vero) dava dei fascisti al M5S. Oggi quei barbari non ci sono più, ma il Pd è un club che accetta se stesso come membro e al massimo dei partiti fotocopia (parafrasando Tajani).
La destraccia è arrivata per merito loro, ma la lezione non la impareranno mai, perché non possono immaginare un’alternativa non governata dal Pd ed in questa eterna follia continuano a dare chance alla destra, come votare Gasparri alla Commissione Esteri? In breve: questo è il bipolarismo. E’ la diversità che attrae i voti, non il mappazzone. Essere uniti non significa essere uguali. Non lo capisce Schlein e neanche Conte che ha rinnegato parte di elettori che non considera suoi.
La massa silente è il macro-insieme dell’astensione e comprende anche la massa che urla, che a volte le sfugge e torna a votare quando serve. La domanda è perché non si parla di astensione? Perché non interessa a nessuno. Viviamo in un paese strano dove una grossa parte di politica bipartisan, è convinta che si possa colmare l’astensione con una legge elettorale. L’unico premio di maggioranza consentito dovrebbe essere l’affluenza, in sua assenza c’è solo la maggioranza che si da un premio.
Maggiore partecipazione democratica restituirebbe ai referendum il loro scopo e se sono un voto politico, è perché gli elettori sopravvissuti ad un governo avverso che limita il dissenso, possono esprimere un voto che attraverso la propria filiera partitica, verrebbe comunque denaturato.
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