Al via l’Innovation week, quattro giorni dedicati alla Pavia del futuro
PAVIA. L’attesa è finita. Parte oggi la Pavia Innovation Week: quattro giorni di talk, incontri ed eventi che mettono al centro scienza, cultura e idee. In una parola: futuro. L’evento, alla prima edizione quest’anno, è aperto al pubblico e si propone di far dialogare imprese, istituzioni e cittadini in un’ottica di crescita socio-culturale prima ancora che tecnologica e scientifica.
Sotto la direzione scientifica ed editoriale di Massimo Sideri, giornalista del Corriere della Sera, la manifestazione è stata promossa dal Comune di Pavia, dall’Università di Pavia, da Assolombarda, dalla Camera di Commercio di Crema-Mantova-Pavia e da Principia, società pubblica che a Pavia sta guidando il il progetto del Parco Cardano. Decisivo per la sua realizzazione il sostegno di Unioncamere e Fondazione Monte di Lombardia.
Più di ottanta ospiti d’eccezione parteciperanno a oltre quaranta incontri e talk. Tra gli altri, i Premi Nobel Giorgio Parisi e Geoffrey Hinton, l'ex sindaco di New York Bill De Blasio, l'astronauta Paolo Nespoli, il fisico Roberto Battiston, la Space Architect del MIT Valentina Sumini, la scienziata già direttrice generale del Cern Fabiola Gianotti, l’architetto e ingegnere Carlo Ratti e la virologa Ilaria Capua.
Gli appuntamenti saranno disponibili in più di dieci luoghi della città: dal Teatro Fraschini, dove stasera alle 20.30 si parte parlando di scienza e musica con il premio Nobel Geoffrey Hinton, all’aula Magna del Collegio Ghislieri, dal Palazzo del Broletto all’Università degli Studi di Pavia. Nella cui Aula Magna ieri mattina si è tenuto l’evento d’inaugurazione del festival che chiuderà sabato.
L’evento di lancio
Sideri ha aperto le danze, illuminando i due pilastri del progetto: futuro e innovazione. «Vogliamo contrastare la convinzione che il futuro sia colonizzato. Il futuro è ancora da scrivere per le nuove generazioni che raccoglieranno questo festival nei prossimi anni e daranno il loro contributo – ha spiegato – E vogliamo fare passare l’idea che l’innovazione non è una questione culturale, non sono un fatto tecnologico».
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Quindi Alessandro Reali, rettore dell’Università degli Studi di Pavia, ha fatto gli onori di casa un video-messaggio: «Con una comunità di oltre 28.000 studenti e un modello didattico profondamente integrato con l’attività di ricerca, sostenuto da laboratori di eccellenza riconosciuti a livello internazionale, l’Ateneo si configura infatti come il principale punto di connessione tra saperi, competenze e attori che animano l’ecosistema dell’innovazione pavese – ha detto – In questo contesto si inserisce in modo particolarmente significativo l’istituzione del Premio Camillo Golgi, promossa dall’Ateneo insieme alla direzione della Piw, in coincidenza con il centenario della scomparsa del primo premio Nobel italiano per la Medicina».
«Un ecosistema culturale»
È poi stato il turno del sindaco di Pavia, Michele Lissia: «L’innovazione non coincide con l’avanzamento tecnologico ma con la capacità di cambiare e capire in che direzione si vuole andare: creare nuovi metodo di lavoro, tenendo insieme competenza e visione – ha commentato – Il messaggio che vogliamo lanciare con questo festival è chiaro: Pavia e il suo territorio sono vivi e vogliono mettere il proprio ecosistema culturale e le proprie conoscenze a disposizione della comunità. Promuovere questo evento significa investire su una certa idea di crescita e saperla trasformare in energia per il domani».
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Ne è convinto anche il presidente della Provincia di Pavia, Giovanni Palli: «Pavia non ospita soltanto un festival: dimostra che fare rete non è uno slogan, ma un metodo. – ha spiegato – Ed è il metodo con cui questa provincia ha scelto la propria vocazione: costruire il proprio futuro nel segno dell'innovazione. Non partiamo da zero. Il Distretto della Microelettronica è la prova più concreta di cosa significa fare sistema da anni: un lavoro paziente e condiviso tra Università, imprese, Camera di Commercio e Provincia che ha trasformato Pavia in un polo tecnologico riconosciuto a livello nazionale».