Il sindaco Ceffa a processo: mercoledì 8 aprile in aula i testimoni dell’accusa
Vigevano. Mercoledì 8 aprile in tribunale a Pavia entra nel vivo il processo che vede sul banco tra i sei imputati anche il sindaco leghista di Vigevano, Andrea Ceffa. Il primo cittadino è accusato di corruzione insieme a una serie di altri protagonisti della vita pubblica-politica e imprenditoriale locale. A processo con l’accusa di tentata corruzione, nello stesso procedimento, l’ex europarlamentare della Lega Angelo Ciocca e il costruttore vigevanese Alberto Righini.
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Il processo si apre con le prime deposizioni dei testimoni chiamati dall’accusa. Si tratta di diversi operatori della polizia giudiziaria, tra cui carabinieri che hanno condotto le indagini, e alcuni consiglieri comunali (Daniela Carignano, capogruppo della Lega, l’ex assessore Omar Soresina, che era in quota Noi Moderati, e il consigliere leghista di maggioranza Marco Cividati) a conoscenza della cosiddetta “congiura di Sant’Andrea”. A fine novembre 2022 alcuni consiglieri tentarono di far cadere la giunta Ceffa. Il sindaco non cadde perché un consigliere, il meloniano Riccardo Capelli, ritirò le sue dimissioni, ma il primo cittadino si ritrovò con una maggioranza risicata: 13 consiglieri a suo favore contro i 12 della minoranza. Secondo l’accusa, nei mesi successivi il sindaco per rafforzare la sua maggioranza avrebbe corrotto con una consulenza annuale da 6mila euro (pagati da Asm Vigevano) l’allora consigliera comunale Roberta Giacometti, poi dimessasi.
Il dibattimento, presieduto da Elena Stoppini con Luisella Perulli e Carlo Pasta a latere, segnerà l’avvio di un percorso giudiziario che si intreccia con la politica locale: le elezioni comunali sono fissate per il 24 e 25 maggio e il caso Ceffa rischia di condizionare il clima cittadino, già segnato dalle tensioni nel centrodestra. Ceffa, eletto al primo turno nel 2020, non si ricandida e ha spiegato la scelta dicendo di non volere dividere il centrodestra.