Liceo Golgi chiuso per amianto: «Tracce anche al piano terra e vicino le aule»
Broni. Polveri di amianto anche al piano terra e vicino alle aule, oltre quelle rinvenute nel vano ascensore Golgi di Broni: si tratta del liceo che è stato chiuso per via della dispersione di polveri a seguito dei lavori di ristrutturazione del locale ascensore. Questi i dettagli che emergono dall’analisi indipendente svolta dallo Sportello nazionale amianto, associazione che per questo ha deciso di sporgere denuncia alla procura di Pavia.
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Nuovi elementi
«Nell’ambito delle verifiche tecniche effettuate il giorno stesso del fatto – ha scritto l’associazione in un comunicato – e analizzate con il supporto del Centro Regionale Amianto di Arpa Piemonte, è stata riscontrata la presenza di crisotilo (amianto) in campioni di polveri e detriti prelevati al piano terra, in area adiacente alle aule. Si tratta di un dato di assoluto rilievo, in quanto evidenzia la presenza di amianto anche al di fuori della tromba dell’ascensore».
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Un elemento che, secondo allargherebbe il perimetro della contaminazione, avvenuto durante l’intervento edilizio che è costato alla ditta anche una diffida da parte della Provincia – ente responsabile dell’edilizia scolastica negli istituti superiori – oltre che la chiusura della scuola. L’istituto dovrebbe riaprire una volta terminata la bonifica (non prima della settimana prossima): al momento sono in corso le analisi dell’Ats, da cui dipende la data di rientro in classe. Secondo lo Sportello amianto, la situazione sarebbe più grave di quanto emerso in precedenza: «Finora l’attenzione si era concentrata sugli esiti delle verifiche di Ats, che avevano rilevato la presenza di crisotilo e amosite nei campioni massivi prelevati all’interno dell’area di intervento, come riportato nelle comunicazioni dell’istituto. Le nuove risultanze indicano invece che materiali contenenti amianto erano presenti anche in un’area prossima alle aule, frequentata dagli studenti durante lo svolgimento delle lezioni, quel giorno regolarmente in corso.
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La denuncia
«Il dato assume particolare rilevanza anche alla luce del fatto che, nel momento in cui si verificava la dispersione delle polveri, le attività didattiche erano in pieno svolgimento, con la presenza di centinaia di studenti e personale scolastico; alcuni presenti riferivano di essersi allontanati spontaneamente a causa della significativa quantità di polveri disperse. Nella stessa giornata si sono registrati accessi al pronto soccorso riconducibili all’esposizione a polveri, elemento che rafforza la necessità di un accertamento approfondito e rigoroso dei fatti e delle modalità con cui l’evento è stato gestito. Alla luce di tali evidenze, lo Sportello Amianto Nazionale, che aveva già presentato esposti alle autorità competenti, ha proceduto al deposito di una denuncia-querela presso la Procura della Repubblica di Pavia, al fine di consentire l’accertamento completo delle responsabilità eventualmente connesse ai fatti e alla loro gestione». Le indagini di Ats e Provincia, tuttavia, hanno escluso la dispersione di fibre di amianto nell’aria.
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«Non è possibile escludere l’esposizione»
Secondo l’associazione, «il dato emerso dalle analisi è estremamente rilevante perché indica che la presenza di amianto non era circoscritta al solo punto di lavorazione, ma interessa anche aree prossime agli ambienti frequentati dagli studenti. Alla luce degli elementi disponibili, non è possibile escludere che non vi sia stata esposizione, visti di dati di fatto delle analisi massive e le polveri generate durante le lavorazioni» dichiara Fabrizio Protti, Presidente dello Sportello Amianto Nazionale.