“Music Farm era una gabbia e sono impazzito. Sanremo? Non l’ho mai guardato in vita mia, ho smesso di vedere la tv negli anni Novanta”: così Francesco Baccini
Dopo “Nomi e cognomi”, il suo album di maggior successo pubblicato nel 1992, Francesco Baccini è pronto per il secondo capitolo di quel progetto, in uscita entro la fine dell’anno. “Già tempo fa mi chiedevano quando avrei fatto il numero 2, ma io non faccio canzoni a comando, che è poi il motivo per cui me ne andai da una major, la Warner”, racconta il cantautore in un’intervista a “La Stampa”. “Per contratto avevo l’obbligo di fare un disco ogni anno e mezzo, ma questo per me non è mai stato un lavoro”, fa sapere, rivendicando il proprio modo di intendere la musica: “Anche prima di diventare famoso, quando ho dormito in macchina per un anno, a Milano, il mio ultimo pensiero era vendere”.
L’omaggio a Califano e Freak Antoni nel nuovo album
Da qui alla pubblicazione del disco usciranno diversi estratti per ingolosire i fan, da “Franco Califano” – già disponibile e del quale dice: “Era ombra e luce, come tutti gli artisti un po’ maledetti” – al brano dedicato a Freak Antoni, ex frontman degli Skiantos venuto a mancare 12 anni fa: “Era il primo e l’ultimo punk che c’è stato in Italia, non tanto in senso musicale, ma perché era un provocatore. Con Freak passavamo le notti insieme al telefono, gli ho fatto conoscere la parte ironica di Tenco, che lui non conosceva”, rivela Baccini.
“Non ho mai guardato Sanremo”
E se l’artista di “Sotto questo sole” ammette che “non c’è niente di italiano che ascolti” e che la canzone d’autore “ormai è un ricordo” (“L’ultimo cantautore è Samuele Bersani, perché ha saputo dare un’impronta riconoscibile. Dopo di lui, solo manierismo”), non sorprendono le sue parole sul Festival di Sanremo. Al quotidiano torinese, infatti, fa sapere: “Non l’ho mai guardato in vita mia e non l’ho guardato neanche stavolta. Il mio nome lì in mezzo non ce lo vedo neanche…”.
L’esperienza a “Music Farm”
Nel suo passato la partecipazione al reality di Rai 2 “Music Farm”, dal quale venne espulso in seguito a una bestemmia. Un’esperienza che il diretto interessato ricorda in questi termini: “Ho fatto Music Farm nel 2005, una cosa che non rifarei, anche se rispetto al panorama attuale spicca. In realtà mi accorsi di che cos’era un reality soltanto quando mi ci sono trovato dentro: era una gabbia e sono impazzito”. E sul modo di fare musica sul piccolo schermo sentenzia: “In tv la musica è un siparietto per fare una gara. In ogni caso ho smesso di vedere la tv negli anni Novanta”.
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