La qualità dell’aria continua a migliorare: rispettati in 20 stazioni i limiti del Pm10
Torino. La qualità dell’aria continua a migliorare, ma il percorso è ancora lungo. Città metropolitana di Torino e Arpa Piemonte hanno pubblicato l’anteprima della relazione Uno sguardo all’aria 2025, che offre un primo quadro aggiornato sul trend della qualità dell'aria n nel territorio metropolitano.
I dati del 2025 mostrano segnali complessivamente positivi: 10 inquinanti su 12 rispettano i valori limite e obiettivo. L’andamento meteorologico nel corso dell’anno ha contribuito a questo risultato. Le temperature mediamente più elevate e precipitazioni meno abbondanti, ma distribuite su più giorni, hanno favorito la dispersione degli inquinanti e reso il 2025 non particolarmente critico.
Restano, però, alcuni elementi di attenzione, a partire dalle polveri sottili. Il Pm 10 presenta ancora superamenti del limite giornaliero in 6 stazioni su 20 con un lieve miglioramento rispetto al 2024, anno caratterizzato da condizioni meteorologiche più favorevoli all’accumulo degli inquinanti. Il valore limite annuale, che si attesta intorno ai 40 microgrammi per metro cubo risulta rispettato ovunque, con una media di 23,6. Se alla stazione di Torino Rebaudengo il valore medio annuo è 28 con 39 superamenti, a Ceresole Reale ammonta a 9 e nessun superamento, a Ivrea 22 con 10 superamenti. Tra i dati positivi si registra che il numero di superamenti negli ultimi tre anni è pari a un quinto rispetto ai valori dei primi anni 2000.
Il Pm 2,5, che ha una media annuale inferiore a 25 microgrammi al metro cubo, rientra nei limiti su tutto il territorio. A Borgaro, per esempio, il valore registrato è di 17, a Ceresole Reale è 8, a Ivrea 14, a Torino 20. Per il biossido di azoto arriva un segnale significativo: per la prima volta dall’avvio dei monitoraggi, tutte le 19 stazioni della rete rispettano i valori previsti e non ci sono stati superamenti nel 2025. Il valore annuale medio è inferiore a 40 microgrammi per metro cubo e i dati sono confortanti: a Borgaro il dato ammonta a 20, a Ceresole a 2, a Ivrea a 17, a Torino tra 35 e 39. Continua, invece, a essere critica la situazione dell’ozono: nel 2025 il valore obiettivo per la protezione della salute umana risulta superato in 9 stazioni su 12, del territorio dato che conferma una difficoltà già nota, dove la variabilità è dovuta soprattutto ai cambiamenti meteorologici. Le stazioni di fondo, come quella di Ceresole, hanno registrato una modesta riduzione.
Per quanto riguarda i metalli di maggiore rilevanza sotto il profilo tossicologico, come arsenico, cadmio, nichel e piombo, i valori limite sono stati ampiamente rispettati in tutte le stazioni di monitoraggio. A Ceresole, per esempio, il piombo, la cui media annuale deve attestarsi sotto al valore limite di 0,5 microgrammi al metro cubo, è stato pari a 0,001, mentre a Torino Rebaudengo a 0,006. Anche per quanto riguarda il benzopirene, nonostante la stazione di Ivrea e di Torino Rebaudengo siano state quelle con il valore più elevato, è stata rispettata la media annua inferiore a un microgrammo per metro cubo. A Ivrea si è registrato un miglioramento, con il passaggio da 0,8 a 0,6. Rispettato ovunque anche il valore limite del monossido di carbonio.
La tendenza di lungo periodo resta orientata alla riduzione delle concentrazioni degli inquinanti, ma negli ultimi anni questo miglioramento ha rallentato. È un dato che pesa soprattutto guardando ai prossimi obiettivi, perché i nuovi limiti europei saranno più stringenti e richiederanno misure ancora più efficaci. «I dati confermano un miglioramento complessivo, ma anche criticità persistenti e un rallentamento dei progressi – osserva il consigliere delegato all’ambiente di Città metropolitana Alessandro Sicchiero –. Sarà necessario rafforzare le misure, in particolare nei settori più impattanti, per raggiungere i nuovi obiettivi europei».
«L’analisi dei dati sulla qualità dell’aria 2025, su Torino e provincia conferma che il lavoro svolto in questi anni sta producendo risultati concreti e, infatti, per la prima volta anche su Torino è rispettato il limite annuale per il biossido di azoto. Si tratta di un traguardo significativo, che testimonia l’efficacia delle politiche messe in campo e l’impegno condiviso da istituzioni, mondo produttivo e cittadini – sottolinea il direttore generale di Arpa Piemonte Secondo Barbero –. I dati evidenziano però la persistenza di alcune criticità, in particolare per l’ozono, e un rallentamento del trend di miglioramento degli inquinanti più problematici. Questo quadro, unito ai nuovi e più stringenti obiettivi europei sulla qualità dell’aria, rende necessario rafforzare ulteriormente le strategie di intervento e accelerare gli sforzi in tutti i settori maggiormente responsabili delle emissioni».