La volpe in hamburgheria a Ivrea liberata dalle volontarie
Ivrea.«C’è una volpe in hamburgheria». Deve essere suonata più o meno così la telefonata che Silvia Faggian, presidente dell’associazione EporediAnimali onlus che gestisce il gattile di Ivrea, ha ricevuto giovedì 2 aprile. Si sa le volontarie del gattile non si fanno troppe domande e spesso s’impegnano anche quando l’impresa travalica le loro competenze, solo per amore degli animali. Così, si vola in gattile, si prende una gabbia trappola doppia e ci si dirige da Eat, il locale in corso Massimo d’Azeglio in cui la volpe si era addentrata. Il problema è che non voleva più uscire e si era nascosta spaventata all’interno. E allora si piazza la gabbia trappola, si mette un’esca all’interno, si attende fiduciosi e pazienti lasciando che la fame faccia il suo corso. Per quanto si sia proverbialmente furbi, la trappola poi scatta. Niente paura, però, perché si tratta solo di arrivare in campagna per liberarla di nuovo.
[[ge:gnn:lasentinella:15569568]]
La storia oltre a raccontarci dell’impegno delle volontarie, però evidenzia un dato pericoloso. Le volpi sono sempre più confidenti, come a Castellamonte, per la brutta abitudine presa da qualcuno di sfamarle. Si tratta di un’animale opportunista, che smetterà gradualmente di avere paura dell’uomo e anche di cacciare, per arrivare alle fonti di cibo più semplici da raggiungere. Questo si trasforma in uno svantaggio competitivo per le stesse volpi. In sostanza, chi ama gli animali selvatici non li disturba e non li sfama. Si limita a liberarli in campagna, sperando che possano fare una lunga vita nei boschi.