Carofiglio a La7: “Meloni e Nordio dovrebbero dimettersi. È un governo da sempre imbarazzante, solo che adesso se ne accorgono più persone”
“I rapporti di Meloni con Trump e le sue incaute dichiarazioni sul presidente degli Usa, frutto di un calcolo politico mediocre e miope, dovranno essere ricordate in ogni singolo momento che ci separa da oggi a quando si andrà a votare, perché questo è un tema centrale quanto all’affidabilità di un leader o di una leader politica”. Sono le parole pronunciate a Piazzapulita, su La7, dall’ex magistrato Gianrico Carofiglio, che, commentando i rapporti tra Giorgia Meloni e Donald Trump, li definisce un nodo cruciale per giudicare la credibilità del governo italiano.
Lo scrittore si sofferma sul momento di crisi per l’esecutivo di centrodestra: “È difficile decidere quali e quanti siano e quale sia la gerarchia dei problemi per questo governo, che era imbarazzante prima ed è imbarazzante anche adesso, solo che adesso se ne accorgono molte più persone, come se la magia fosse in qualche modo sfumata”.
Secondo l’ex senatore del Pd, però, le dichiarazioni della presidente del Consiglio su Trump, descritto come “un uomo che era palesemente in enorme difficoltà psichiatrica già da molto tempo, a prescindere da ogni considerazione sulla abiezione morale, giuridica e politica che ha caratterizzato tutta la sua azione”, rappresentano un errore destinato a pesare a lungo.
Formigli fa poi ascoltare un estratto del discorso di insediamento di Meloni nel 2022, in cui la leader si presenta come underdog. Carofiglio non usa mezzi termini: “Mi permetta di dire di quanto sia mistificatoria e manipolatoria questo tipo di retorica. Questa signora, quando faceva questo discorso aveva già fatto il capo di un partito, la vicepresidente della Camera, il ministro. Quindi questa storia dell’underdog è un pezzo di una procedura di propaganda manipolatoria cui tanti italiani finora hanno abboccato”. L’ex magistrato ricorda che Meloni “si presentava come quella che avrebbe fatto molte cose. Non ne ha fatta neanche una“.
E aggiunge che è “più facile fare questa affermazione categorica che non fare l’elenco delle previsioni clamorosamente fallite e delle promesse non mantenute”. Tra queste, cita la riforma della giustizia, definita “la controriforma della Costituzione, il tentativo di scassinamento del sistema dell’equilibrio dei poteri”.
“Gli italiani hanno capito”, sottolinea.
Carofiglio, infine, si pronuncia sulle dimissioni post-referendum di figure come Delmastro, Bartolozzi e Santanchè. Non le vede come un gesto di moralità tardiva, ma come “un tentativo di scaricare su altri una colpa politica che è di due persone fondamentalmente: Meloni e Nordio”. Soprattutto sul Guardasigilli, l’analisi è tranchant: “Nordio ha fatto un’affermazione che se noi la analizziamo con i rudimenti minimi della politica, ci fa ridere o, diciamo, piangere a seconda del punto di vista. Dice: mi assumo la responsabilità nel referendum perso. Bene, ma in politica assumersi la responsabilità, significa che devi dire arrivederci e grazie”.
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