Due tralicci a ridosso delle case A Campagnola è protesta
Borgofranco
Forte preoccupazione tra i residenti della frazione Campagnola a causa dei lavori di elettrificazione della linea ferroviaria Ivrea-Aosta. Nella mattina di lunedì 16 marzo, infatti, i cittadini hanno assistito increduli all’installazione di due tralicci di sgancio, struttura pesantemente impattante, a ridosso delle proprie abitazioni. A raccontare la situazione è Giulia Casale, che vive proprio in prossimità dell’area interessata.
«Ci siamo trovati il traliccio davanti casa nel giro di un’ora e mezza, senza alcun preavviso – spiega –. Sapevamo dell’installazione di pali per l’elettrificazione, ma non di una struttura di questo tipo e di queste dimensioni. Uno si trova di fronte a casa mia, un secondo a poche decine di metri di fronte a un’altra casa». Molte le criticità segnalate: in primo luogo il forte impatto visivo, con il traliccio che domina direttamente abitazioni, balconi e giardini privati, incidendo anche sul valore degli immobili. A questo si aggiungono le preoccupazioni per la salute, legate alla vicinanza della struttura alle aree frequentate quotidianamente, e i timori per possibili rumori e vibrazioni.
«Non contestiamo l’opera in sé, ma riteniamo che si potesse individuare una collocazione diversa, poco distante, in zone meno abitate, come i campi aperti presenti proprio nelle vicinanze – precisa Casale –. Anche a Montalto Dora sono state installate infrastrutture simili, ma risultano molto meno invasive rispetto al contesto abitativo». A peggiorare la situazione, la totale mancanza di comunicazione dell’intervento, e l’assenza di qualsiasi risposta alle preoccupazione sollevate dai cittadini da parte degli enti istituzionali: «Nessuno è stato avvisato né coinvolto – prosegue Casale –. Dopo aver capito la situazione, abbiamo cercato contatti con la direzione lavori e con Rfi, già martedì 17. L’obiettivo era capire se il posizionamento del traliccio fosse tecnicamente vincolato e se esistessero eventuali margini per uno spostamento. La direzione lavori inizialmente ci ha risposto rassicurandoci e parlando di verifiche in corso, ma da allora non si sono più fatti sentire, non rispondono nemmeno al Comune».
Per cercare di ottenere chiarimenti, i residenti hanno avviato anche una raccolta firme affiancata da una petizione online, inviata alle Regioni Piemonte Valle d'Aosta, oltre che a Rfi e al Comune di Borgofranco, senza però ottenere risposta.
Non aiuta l’attuale stato del Comune, che a seguito delle dimissioni di alcuni consiglieri di maggioranza e minoranza, è ora gestito da un commissario prefettizio, privando di fatto i cittadini di un riferimento istituzionale a cui rivolgersi. Resta aperto anche il tema dell’accesso agli atti: il progetto risulterebbe infatti consultabile negli archivi comunali solo nella sua fase definitiva, mentre mancherebbero elementi relativi alla fase esecutiva, rendendo più complessa una valutazione completa da parte dei cittadini.