Ivrea, zona rossa per altri 6 mesi e “allargata” da porta Aosta a via Circonvallazione
Ivrea. La zona rossa di Ivrea non si ferma più al Movicentro e alla stazione: dopo l’incontro di lunedì 30 marzo in prefettura a Torino, il prefetto Donato Cafagna ha deciso di prorogare per altri sei mesi le misure speciali e di allargarle a porta Aosta e via Circonvallazione, includendo l’area del Lidl e piazzale del Mercato. È la risposta istituzionale a una scia di episodi che negli ultimi mesi ha peggiorato la vivibilità di questo che è uno dei quadranti più delicati della città: due rapine in venti giorni alla sala da gioco, ripetuti furti al Lidl di via Sant’Ulderico, intimidazioni ai dipendenti del Carrefour market, un colpo notturno all’area di servizio di Chiuni e alcune auto rubate nel parcheggio del piazzale del Mercato. Proprio lì, dove d’estate si ritrovano molti ragazzi per la presenza di due angurioteche molto frequentate, le lavoratrici dei supermercati e dell’ospedale non hanno mai smesso di raccontare la paura di tornare alla macchina la sera, in un piazzale poco rassicurante.
La zona rossa nell’area del Movicentro e della stazione ferroviaria è scattata ufficialmente il 31 marzo 2025. Disposta dal prefetto di Torino per contrastare spaccio e microcriminalità quando la situazione cominciava a degenerare, la misura è stata successivamente prorogata più volte di tre mesi in tre mesi, fino all’ultimo prolungamento valido fino al 30 aprile 2026. Con la proroga di lunedì resta in vigore fino al prossimo 31 ottobre, e per la prima volta arriva fino al cuore commerciale del nord storico, disegnando un corridoio di attenzione e controlli.
La zona rossa permette alle forze dell’ordine di allontanare persone moleste, pregiudicati o chi ha atteggiamenti aggressivi, vietando loro l’accesso per 48 ore che se violato comporta denunce. Una scelta, quella di lunedì, che fotografa, nero su bianco, come le criticità non siano più confinate solo nell’area della stazione, ma si siano spostate lungo l’asse verso porta Aosta, toccando parcheggi, supermercati, esercizi pubblici. Il che non stupisce, dato che la scorsa estate erano proprio questi i luoghi presi di mira per commettere reati, da individui che durante la giornata migravano al lago Sirio.
Al tavolo in prefettura c’era anche il sindaco Matteo Chiantore, che parla di decisione condivisa ma non nasconde il nodo strutturale: «L’istituzione di queste misure speciali va a sopperire a una situazione che sarebbe gestibile se fossero assunti i numeri di personale previsti nei rispettivi comparti». Vigili urbani, polizia, carabinieri, Guardia di finanza: gli organici sono sotto dimensionati e, in queste condizioni, le attività ordinarie di controllo e prevenzione diventano, nelle sue parole, «armi molto spuntate».
Da qui il ricorso alle zone rosse: non la panacea, ma lo strumento straordinario per concentrare uomini e mezzi in punti mirati della città, prendendo personale che «ci dovrebbe già essere di suo» nei vari servizi. «La mia non è una posizione critica – puntualizza – ma la constatazione di un dato di fatto: queste sono azioni necessitate dal fatto che in ordinario mancano le risorse di personale».
A rendere più fragile l’equilibrio nella zona della stazione è anche la chiusura della ferrovia per il cantiere, che secondo Chiantore ha accentuato la problematica. Meno passaggi, meno movimenti “ordinari”, più spazi di manovra per chi vive ai margini della legalità. In prefettura si è parlato anche dell’idea di attivare tavoli di ascolto “periferici” con i commercianti, insieme alle forze dell’ordine. Non semplici riunioni, ma momenti di confronto nei quartieri, per raccogliere segnalazioni puntuali da chi ogni giorno alza la serranda e ha paura. Nella zona rossa bis, raccontano gli esercenti e coloro che la frequentano, non c’è solo il furto o l’episodio eclatante: c’è un clima di piccole prepotenze, di gruppetti che stazionano e osservano, di dipendenti che la sera fanno il giro largo per raggiungere l’auto.
Intanto, sul fronte tecnologico, il Comune ha iniziato a mettere a terra il piano di potenziamento della videosorveglianza. Le prime nuove telecamere sono state installate in piazza Ottinetti e risultano già in funzione. Nelle prossime settimane toccherà a corso Nigra e alla zona dell’autosilo, completando un sistema di occhi elettronici che guardano proprio i punti nevralgici della zona rossa storica. Le telecamere entrano in servizio man mano che vengono montate, senza aspettare la chiusura dell’intero cantiere, per non perdere tempo prezioso in un momento in cui la domanda di controllo è forte.