Castellamonte adotta la volpe tra carezze clandestine e proteste
CASTELLAMONTE. Per qualche giorno non è stata soltanto una volpe. È diventata una presenza familiare, quasi attesa, capace di insinuarsi nella quotidianità e cambiarne il ritmo. Tra le vie del centro si muoveva leggera, senza paura, osservando e lasciandosi osservare, come se quel confine tra selvatico e urbano si fosse improvvisamente assottigliato.
All’inizio è stata sorpresa, poi curiosità, infine abitudine. Gli avvistamenti si sono moltiplicati, le fotografie hanno iniziato a circolare, i racconti a intrecciarsi. C’era chi usciva apposta per cercarla, chi la osservava a distanza, chi ha fatto un passo in più, trasformando quell’incontro in un gesto concreto.
«Per giorni le ho dato da mangiare. Se fosse stata un cagnolino, l’avrei portata a casa senza pensarci», racconta Lucia, dando voce a un sentimento diffuso, fatto di empatia e desiderio di protezione. Senza dichiararlo apertamente, Castellamonte aveva adottato la sua volpe.
Ma le favole, quando diventano troppo reali, cambiano inevitabilmente tono. Alla meraviglia si è affiancata la preoccupazione. Le apparizioni sempre più frequenti in pieno centro hanno acceso il confronto: lasciarla libera o intervenire. Da un lato l’affetto, dall’altro il richiamo alla prudenza.
«Sono animali portatori di malattie, devono restare in libertà. Quando iniziano a fidarsi dell’uomo, il rischio è che finiscano male, anche colpite da una fucilata», osserva Giovanni, ex cacciatore, riportando il discorso su un piano più concreto, meno emotivo ma altrettanto necessario.
Tra queste due visioni si è mossa per giorni la città, mentre la volpe continuava a percorrere le stesse strade, ignara di essere diventata il centro di una discussione collettiva. Poi la realtà ha preso il sopravvento.
Martedì 24 marzo, nei pressi della pasticceria Pan Belmonte, a due passi dal municipio, l’animale è stato recuperato e messo in sicurezza dagli agenti della polizia locale, coordinati dal comandante Marco Maggio, insieme alle guardie della Città metropolitana. Durante le operazioni è emersa anche una ferita a una zampa, dettaglio che ha definitivamente cambiato la prospettiva: non più solo simbolo, ma un animale in difficoltà. La stessa sera, in consiglio comunale a palazzo Antonelli, l’assessora Patrizia Addis ha aggiornato l’aula su una vicenda che aveva coinvolto l’intera comunità. Ora la volpe si trova al Canc di Grugliasco, dove sarà curata e monitorata. Saranno i veterinari a stabilire se potrà tornare a vivere in autonomia nel suo ambiente naturale.
Resta, tra le vie di Castellamonte, il segno di questa storia. Una presenza capace di unire e dividere, di far discutere e riflettere. E di ricordare, anche solo per qualche giorno, quanto sottile sia il confine tra il nostro mondo e quello selvatico.