L’omaggio Franca Graziano, anima e cuore di Motoperpetuo
PAVIA. Franca Graziano ha incarnato la passione per il teatro, ha portato a Pavia la voglia di sperimentare, calcando la scena culturale della città (e non solo) dagli anni Ottanta ai Duemila. A questa effervescente, istrionica, talentuosa attrice e artista è dedicato “un intervento espositivo” al teatro Volta dal 30 marzo a fine dicembre. Un modo per ricordarla (è scomparsa nel 2013 a 58 anni) ma anche per raccogliere il testimone del suo lavoro. Nel foyer del teatro Volta di Pavia si susseguiranno, anche nei prossimi mesi, incontri, letture, riflessioni, racconti, immagini. «Per chi, come me, ha conosciuto Franca – racconta l’assessora alle politiche culturali del Comune Maria Cristina Barbieri – è impossibile non ricordare la passione, l’impegno, la forza persino ostinata con cui ha agito nella nostra città portando avanti un discorso - non sempre compreso - in cui il teatro e la cultura erano luoghi e strumenti di intervento a favore dello sviluppo educativo e culturale della comunità tutta».
Franca Graziano (Asti, 1955 – Calvignano 2013) era arrivata a Pavia per frequentare la facoltà di giurisprudenza (ha in effetti poi esercitato l’avvocatura specializzandosi in diritto del lavoro e della famiglia), ma si è inserita presto nella vita culturale della città. Dopo aver frequentato il corso di formazione professionale per attori organizzato dal Comune con la Civica Scuola del Piccolo di Milano e di Regione Lombardia, aveva fondato con alcuni compagni di corso la compagnia teatrale Delitti in biblioteca, lungamente attiva al teatro del quartiere Mirabello-Scala (il “cubo verde”). Nel Duemila aveva scelto di diventare imprenditrice e, lasciata la professione legale, aveva aperto, nell’open space della ex fabbrica Alu Caps, in viale Campari, Motoperpetuo, la casa di Delitti in biblioteca.
La maggior parte dei materiali utilizzati nell’allestimento proviene dal Museo Biblioteca dell’Attore di Genova, che conserva il “Fondo Franca Graziano”. La ricchezza e varietà dei documenti è in buona parte da studiare e organizzare: è un territorio in cui, grazie a questa iniziativa, si vuole offrire una prospettiva di studio dedicato non solo sul teatro ma anche sulla storia locale: quelle carte (progetti teatrali, copioni, lettere, comunicati stampa, locandine, dépliant, brochure, articoli, fotografie) sono senz’altro in grado di raccontare non solo la storia di Franca Graziano e dell’unica, lunga esperienza professionale nel campo della ricerca teatrale e dell’organizzazione culturale che si è svolta a Pavia, ma anche e tanto quella della vita culturale della città.