“La mafia non è un destino”: l’incontro con i ragazzi in questura
PAVIA. Lunedì 30 marzo alle 10, l’aula magna “Giovanni Palatucci” della questura di Pavia ospita il convegno dal titolo "La mafia non è un destino, scegliere la legalità nel quotidiano", evento rivolto agli studenti degli istituti superiori del territorio.
L’iniziativa, fortemente voluta dalle scuole Volta, Cardano, Copernico e Cairoli, condivisa con entusiasmo dal questore della Provincia di Pavia, Luigi Di Clemente, si propone di scardinare il pregiudizio dell'inesorabilità del fenomeno mafioso, offrendo ai giovani strumenti critici e testimonianze dirette per comprendere come la legalità non sia un concetto astratto, ma una pratica quotidiana fondata sulle scelte individuali.
Dopo i saluti istituzionali della prefetta di Pavia e del sindaco, apre i lavori il vicario del questore Daniele Manganaro, medaglia d’oro al valor civile, cui seguirà la partecipazione straordinaria di relatori impegnati nella lotta alla mafia: Giuseppe Antoci, presidente della commissione Dmed (Delegazione all'assemblea parlamentare dell'unione per il Mediterraneo del Parlamento Europeo), già presidente del “Parco dei Nebrodi” e simbolo della lotta alle associazioni mafiose, che porterà la sua esperienza di resistenza civile; Alessio Ribaudo, giornalista del Corriere della Sera, esperto di cronaca giudiziaria; Laura Piva, di Mediaset, moderatrice.
«La legalità non è un traguardo che si raggiunge una volta per tutte, ma un cammino che si compie ogni giorno con le piccole e grandi scelte - dichiara il questore Di Clemente -. Con questo evento vogliamo dire ai ragazzi che la mafia non è un destino ineluttabile, ma un fenomeno umano che può essere sconfitto facendo solamente il proprio dovere».
L'incontro rappresenta il terzo momento del “laboratorio sulle mafie”, un percorso formativo d'eccellenza richiesto alla questura di Pavia dai quattro istituti scolastici del territorio. Il progetto coinvolge complessivamente 2.500 studenti, i quali, in sessioni dedicate da 300 partecipanti in presenza e gli altri in video conferenza, hanno l'opportunità unica di confrontarsi con personalità che hanno contrastato il fenomeno mafioso direttamente sul campo. L'iniziativa mira a consolidare la cultura della legalità e a tessere un legame di profonda fiducia e collaborazione tra le nuove generazioni e l’istituzione, con l’augurio che molti di questi giovani possano maturare l’idea di intraprendere un percorso nella polizia di stato.